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Marbella, Genova, Diano Marina, Monferrato, Genova.

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Negli articoli precedenti…

Eravamo rimasti che dalla Spagna ero ritornata in Italia, a Genova, mia città natale, dove mi ero appassionata alla storia dei cinghiali che vagavano di notte per il quartiere di San Fruttuoso.  Da li, ho cominciato a seguirli giorno e notte,  tra i boschi (facendo dai 10 ai 25 km al giorno sulle alture genovesi) e le strade urbane per stabilire con loro un contatto e riportarli nel loro habitat.   Questo ‘rapporto’ con gli ungulati è durato per circa 6 mesi, Lara, la mamma, e i suoi cuccioli, oramai facevano parte del mio quotidiano. In questo modo ho imparato a conoscere questi animali selvatici, che di selvatico oramai hanno ben poco… Ma la  mia permanenza genovese, dura poco.   Mi esaspero dallo squallore cittadino, dalla sporcizia, dal degrado che dopo anni, ho ritrovato in questa città.   Mi fa soffrire,  non riconosco più la mia bella e amata Genova. Vivendo fuori è più facile tornare a casa e vedere che tanto è cambiato! Così, decido di andarmene. Un’altra volta.

Il mio desiderio è sempre stato quello di vivere in mezzo alla natura, a contatto con i boschi e con gli animali, fare delle esperienze diverse. Siccome lavoravo ad un progetto, cioè viaggiare con un camper ( anche li perso un anno e due mesi della mia vita, dietro a sponsor, false promesse ed attese), decido di andare a vivere in un mobilhome all’interno di un parco vacanze. Per il mio passato e il mio stile di vita, è una cosa impensabile… Ma dovevo abituarmi ad uno stile quotidiano differente, avere spazi ridotti, convivere con i miei 4 cani per un lungo tempo indeterminato e senza grandi comodità… Mai scelta fu più felice! Per 5 mesi ho vissuto nel golfo del Dianese,  un luogo incantevole, un mare stupendo, una vegetazione strepitosa.

Odori di limone, rosmarino ed ulivo riempivano i miei polmoni, insieme alla lavanda e ai fiori selvatici! La natura sa regalare scenari e profumi che ben oltre vanno al sogno più bello. Scendevo a piedi verso il paese, spesso portavo anche i miei pelosi, e correvamo sulle bellissime spiagge di sabbia, mangiavamo un panino e tutto era così rilassante e carico di buona energia.

Altri giorni invece, le mie passeggiate si spostano verso i miei amati boschi. Partenza da Diano Marina verso Diano San Pietro,  Diano Castello, Diano Arentino, Passo Grillarine, Pontedassio, Merea, e proseguo sulle mulattiere sino a casa… Bellissimo quando sul versante verso Pontedassio, vedevo le Alpi ed il confine con il Piemonte. Dietro il mare ligure e davanti le alpi innevate.

Uno scenario da favola, il sorriso stampato sul viso, perché in un certo senso, dopo ore e fatica, hai raggiunto la vetta! Non stiamo parlando di scalare l’Everest, ma di assaporare la bellezza della natura, fermarsi e scoprire la terra, i fiori, le piante, le impronte degli animali. Non seguivo nessun tracciato e nessuna cartina,  “volevo “perdermi” nel bosco, e assaporare la gioia che provavo.

L’importante era che ad una certa ora, dopo  tot  km,  prima che venisse buio, dovevo prendere la strada per casa. Così, dopo più di dieci km, puntai verso il mare. Senza orologio guidavo il mio percorso con la luce del sole,  il mio ritmo vitale era all’unisono con la natura. In questo modo mi sentivo libera, felice, percepivo che ogni foglia di ogni albero, ha un suo profumo particolare, ti veniva voglia di strappare dalla terra gli asparagi selvatici e mangiarli sul posto, ma, rispetti la loro vita, perché anche loro ti stanno regalando qualcosa di magico. La vista ti sorprende, ti cattura, hai quasi paura di andare via da li, perché hai faticato tanto per arrivare in cima e non sai quando potrai più tornarci.. (soprattutto per me con un’ernia al disco, e che facevo iniezioni solo per poter  stare in piedi!!! Ma la determinazione superava il dolore!). Intanto calava il sole, e quasi mi sentivo spegnere un po’ anche io.

Sapevo che questa giornata meravigliosa stava finendo, continuando a seguire le impronte degli animali, scendevo verso le fasce dei boschi liguri, dalle terrazze naturali di ulivi, piante e paesaggi da fiaba. Continuo a puntare verso il mare, è inverno, ed il sole cala presto. Ma non mi importa se devo attraversare il bosco al buio. Io mi sento a casa. La mia camminata prosegue, è quasi buio, ma mi sento ancora più felice. Distinguo meglio gli odori, sento meglio i rumori e con la torcia posso vedere poco più avanti del mio naso. Il cuore batte forte, e quasi mi scende una lacrima di gioia. Quasi non me ne accorgo. Sono a casa.

La vita quotidiana nel mio mobilhome si rivela una grande scoperta positiva, (a parte il riscaldamento a pompa di calore, busto caldo e gambe gelide…), non mi manca nulla, anzi, a volte penso sia persino grande! Vivendo tutto il giorno in mezzo alla natura, mi sono resa conto che un letto può bastare, una cucina per preparare qualche buona pietanza   (che poi mi nutro praticamente di sola pizza, pop corn ed hummus), un bagno, una doccia e dove mettere i vestiti. Avevo anche uno spazio esterno, comodissimo per i cani, per prendere il sole e leggere un libro. Una vista magnifica. Avevo tutto. Purtroppo, per il freddo che passava tra gli infissi della porta, stando seduta al pc a scrivere il mio blog nelle giornate di pioggia, mi si infiammò il nervo sciatico. Ho passato dicembre e gennaio praticamente a letto o sul divano. Ogni giorno un’amica veniva a farmi un’iniezione, ed io iniziai a perdere il mio entusiasmo. Mi rendevo conto di perdere il mio tempo, di sprecare questa grande opportunità di crescita personale, di scoprire i boschi e rendere il mio fisico e la mia mente più forti.

Nonostante questo disagio fisico non da poco, alcuni giorni, sono riuscita ad andare a fare le mie lunghe camminate tra la natura, ogni passo era un dolore lancinante, ma la determinazione era più forte! Mi sentivo rigenerata, ripulita da tutta l’ansia, il nervoso e gli ostacoli che mi si presentavano ogni giorno. Mentre avanzavo nei boschi, recitavo Nam Myo Ho Renge Kyo, e tutto il dolore scompariva rapidamente.

I mesi passano veloci, e il mio progetto del viaggio in camper, ancora una volta non decolla! Continue false promesse, perdite di tempo, così decido di abbandonare questo mio sogno… Dopo aver investito soldi, energie, telefonate, appuntamenti, tempo, dopo più di un anno, mi ritrovo stanca, amareggiata. Devo inventarmi qualcosa da fare, inoltre devo lasciare la casetta, e mi ritrovo a dover cercare un altro posto dove andare.

Prendo una mappa geografica, internet, e chiudendo gli occhi punto il dito… Danimarca! Comincia la mia ricerca! Amo la natura e gli animali, quindi, cosa sarei potuta andare a fare? Lavorare in una fattoria!!!! Invio qualche decina di richiesta a diverse farm in Danimarca, il mio tempo e la mia manodopera, in cambio di vitto e alloggio! Purtroppo si presentava il problema dei 4 cagnetti, quindi, cercai anche in altri Paesi europei. Ma per un motivo o per l’altro, nulla. Volevo fare questa esperienza, soprattutto all’estero, avrei approfittato nei giorni liberi di visitare posti nuovi, di imparare un’altra lingua, tradizioni. Nulla.

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Un giorno, mando un messaggio ad una cara amica, chiedendole se conosce qualcuno nella sa zona (Monferrato), per lavorare in fattoria. Mi chiama subito dicendo che lei stava cercando qualcuno! Non mi sembrava vero!!! Avrei avuto una cascina in mezzo al nulla tutta per me, terreno per far correre i miei bimbi pelosi, lavorare nel caseificio e con le capre! Il lavoro mi piaceva, avrei avuto i miei spazi, la mia libertà, avrei anche dovuto fare qualche consegna e vendita dei formaggi ad hotel e negozi.  Così accettai la proposta, e nel giro di una settimana, mi trasferii li!

Ero felice di vivere a stretto contatto con la natura e gli animali, stare da sola e mettermi ancora una volta alla prova, ma purtroppo, dovetti abbandonare questo desiderio di vivere in campagna.

I problemi sorgevano già appena mi svegliavo… la casa era troppo grande per poterla scaldare, ed il riscaldamento e l’acqua calda provenivano da una bombola a gas, che immancabilemnte, alla sera era vuota…

Aprivo la porta di casa per far uscire i cagnetti, e loro non volevano uscire a fare i loro bisognini perché  faceva troppo freddo (0 gradi o -1), c’era la nebbia, l’erba bagnata, e loro essendo chihuahuas e quindi piccini, si inzuppavano sempre. Così io ero triste, li vedevo infelici, annoiati, infreddoliti, e mi sentivo in colpa per tutto questo. In più lavoravo tutto il giorno e non potevo stare con loro. Da sempre abbiamo vissuto in simbiosi, staccarsi così, ha fatto male a tutti noi. Cercavo di asciugarli e poi correvo al lavoro in fattoria. Guidavo lungo il tragitto con la nebbia, e mi saliva il nervoso, avevo freddo,  dormivo male e poco per via dei ragni, e a volte durante la notte, finiva il riscaldamento. Quando entravo per fare una doccia,  dovevo insaponarmi e sciacquarmi di corsa, per paura che l’acqua calda finisse, ogni articolazione del mio corpo scricchiolava e avevo dolori fortissimi, arrivavo al lavoro, e stavo tra le celle frigo del caseificio o al pomeriggio nel furgone a fare consegne, al freddo e con l’odiosissima nebbia!

Per rendere la casa più accogliente, avevo investito anche diversi soldi, un frigorifero, una lavatrice, un’asciugatrice, la pittura per le pareti ingiallite, la vernice per i termosifoni, asse del wc, soffione della doccia, tendine, un materasso, armadietti… Fino all’ultimo istante ci ho creduto e ci ho provato! Ma alla fine decisi di mollare. Era troppo persino per me. Spesso non riuscivo a farmi la doccia, e puzzavo di capra… Amavo trascorrere il tempo con loro, coccolarle, parlargli, ma a fine giornata, una bella doccia è quello che ci vuole. Posso anche rotolarmi nel fango, ma devo sapere che posso lavarmi.

Con grande dispiacere e sconfitta personale, devo rinunciare. Anche la mia salute ne sta risentendo. Piangendo io e la mia amica ci abbracciamo, avevamo sperato che la cosa potesse avere esito positivo, ma aveva capito che non stavo davvero bene. Ma la ringrazio per quelle due settimane trascorse insieme, mi ha insegnato cose nuove, e la nostra amicizia continuerà sempre. La stima ed il rispetto non vengono a meno quando ci si vuole bene.

Un martedì mattina, mi sveglio, ero stanca, infreddolita, mi alzo dal letto e vado in cucina per mettere su un caffè… mi rendo conto che diverse cose non sono al loro posto, e mentre cerco di ricordare scoppio ad urlare! Ricordo solo di aver sognato che degli zombie uscivano dalla terra e circondavano la mia cascina, poi entravano in casa, ed io che li combattevo e facevo saltare le loro teste con dei coltelli, li prendevo a calci e pugni… (sonnambulismo da stress)… Avevo il corpo pieni di lividi, chissà con cosa ho combattuto in quelle ore. Iniziai a piangere, e intanto finiva la bombola del gas… niente caffè. Niente acqua calda! Chiamai tutti i miei amici supplicandoli di venirmi  prendere, ero disperata, terrorizzata, perché inconsciamente, stavo rivivendo la brutta esperienza dei ladri a Marbella.

Una coppia di amici conosciuti a Diano Marina, vennero a prendere me e i miei cani nel Monferrato, improvvisamente iniziai a stare meglio, ma ero tanto dispiaciuta per la mia amica, aveva creduto in me, ed io la stavo deludendo…ero dispiaciuta per me stessa per aver mollato per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita fragile, indifesa, avevo paura che la guerriera stesse per scomparire, e mi arrabbiavo sempre di più.

Stavo pretendendo troppo da me stessa, questo continuo bisogno di mettermi in discussione, di fare esperienze così diverse da quelle a cui sono stata abituata. Di dovercela fare da sola, non aver bisogno di nessuno e non chiedere mai aiuto… Forse, o quasi sicuramente, se avessi avuto un luogo caldo, e non a dipendere da una bombola del gas in una casa così grande, se non fossi dovuta andare in giro per quelle vallate nebbiose e guidare rischiando la mia vita ogni giorno, sarei ancora li. Avrei sopportato anche il freddo, perché ero con la natura e i miei animali, questo mi avrebbe ripagata dalla scelta di vita che avevo fatto, pian piano nei giorni di festa, sarei andata a camminare nei boschi, a fare le mie foto, a far giocare i miei bimbi pelosi.

Ma quando il cervello ed il tuo corpo non ne possono più, devi avere la forza ed il coraggio di dire basta! Non vuol dire che ti arrendi, adesso l’ho capito, tu ci hai provato, ci hai creduto, hai sforzato il tuo corpo e la tua mente, fino a quando sono crollati. E’ anche vero che ne venivo da due mesi di sciatalgia ed ernia del disco, quindi ero snervata dal dolore, e tutto insieme, alla fine, mi han portato a… tornare a Genova.

Più cerco di andare via da qui, e più il mio karma mi riporta a dover riprovarci! Adesso ho iniziato nuove sfide…

Ma le mie avventure non finiscono qui… A Genova, ho ritrovato i miei amati cinghiali…

Alla prossima puntata!

 

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Nuova scelta, nuova vita.

La vita è un grande dono, e noi siamo gli artefici del nostro personale percorso e del  nostro  cambiamento, alcuni  pensano  che  il  proprio destino sia  già stato scritto, altri credono al Karma (come me che sono Buddista), ma ogni  decisione, spetta soltanto a noi stessi.

Ho avuto la fortuna di apprezzare e godere di fortune nei miei primi 40 anni di vita, tra felicità effimere, cose materiali, bei viaggi, ambiente ‘very important’, ma poi, alla fine, non erano quelle le cose a cui aspiravo.

Certo, essere una bella ragazza e  fare la modella, aiuta ad elevare il tuo stato sociale,  sei sempre invitata a belle feste, ottieni tanti favori, e sei consapevole del tuo potere, ed hai imparato ad usarlo proprio bene. (non parlo di compromessi sessuali, a cui in tanti possono alludere, il bello della forza del proprio potere, è saperlo esercitare sugli altri, senza dare nulla in cambio…).

In un certo senso, essere al centro dell’attenzione mi piaceva, (cominciai a fare televisione a tre anni…), ma il mio reale sogno, è sempre stata la compagnia degli animali.   Avevo più di 200 pupazzi in camera mia, ed ognuno aveva un nome, li suddividevo  per famiglia  (rispetto alla loro razza), e giocavo, parlavo con loro anche prima di andare  a dormire. Erano la mia famiglia. Sognavo di avere una casa in mezzo al bosco e vivere con tanti animali.  Questo è sempre stato il mio desiderio.

DOBBIAMO SMETTERLA DI PREOCCUPARCI TROPPO DI TUTTI E POCO DI NOI. STAR BENE SIGNIFICA PENSARE ANCHE A SE STESSI. ( L. DEL GRANDE).

Inoltre  ho sempre amato la medicina,  le scienze e  la geografia,  già  da piccola dovevo capire cosa sarei potuta diventare da grande… Un medico chirurgo?  Un veterinario?   Una viaggiatrice?  Tutt’ora  queste  sono  le  mie passioni…   Ma  le volontà o le paure dei genitori fanno si, che i tuoi doni, vengano a volte messi da parte, e poco importa se tu potevi diventare un bravo medico, perché ai tuoi,  gli ospedali,  gli aghi o il sangue hanno sempre fatto effetto. E così, ho frequentato scuole di cui non mi sono minimamente impegnata.   Segretaria aziendale?   pensavo: ‘  io non lavorerò mai per qualcuno, poi come segretaria… figuriamoci!’. Ho anche  frequentato la scuola alberghiera, si è vero, sono molto brava a cucinare, ma al di là di organizzare feste e cene, la cosa non mi ha appassionato più di tanto.  Ho studiato come stilista e modellista di moda, beh, con una madre sarta,  io modella,  pensavo che aprire un  mio atelier,  sarebbe stata  la strada giusta da percorrere.  Insomma, la moda, lo stile, i tessuti, sono stati miei compagni di crescita per lunghissimi anni. E così ho aperto a Marbella, il mio atelier di moda. Un totale fallimento! Ho perso tutto.

 

 

No. Questi non erano i miei reali desideri, erano solo capacità di sapere cucinare, saper cucire un abito, ma non avevo la voglia di farlo per tutta la vita. Per tutta la vita avrei voluto curare i malati,  gli animali e viaggiare.

 

GODITI OGNI MINUTO DEL TUO TEMPO, PERCHE’ IL TEMPO NON RITORNA. QUELLO CHE RITORNA E’ SOLO IL RIMPIANTO DI AVER PERSO TEMPO.  (V. SANTORO).

La Spagna nonostante le brutte esperienze, è stata un’ottima scuola, mi ha reso più forte, più selettiva, più attenta alle fregature. Prima di entrare in quel paese, vivevo ancora bene, mi entusiasmavo di ogni cosa,  credevo in alcuni rapporti d’amicizia (sono comunque sempre stata diffidente),  non mi mancava davvero nulla. Ma dopo essere stata narcotizzata e derubata, (soldi, auto), ed aver superato il forte shock, avvenuto nei mesi successivi, con attacchi di panico, ho cambiato in modo decisivo e drastico la mia vita.  

Dunque ritorno a casa, (Italia, Genova) il mio atteggiamento nei confronti della vita è cambiato, non mi fido più di nessuno, le promesse che mi erano state fatte, non sono state mantenute, e così, è normale chiudersi nel proprio mondo, ancora di più di quanto già non fossi solitaria.

Ritornare nella mia città dopo alcuni anni, è stata una grande delusione. Ho trovato una città sporca, cara, umida, fredda, piovosa, senza sbocchi per il futuro, e tante prese per i fondelli!  E ricomincio  ad organizzare un nuovo trasloco, perché non sopporto più vivere qui.

Intanto mi dedico alle passeggiate nei boschi per salvare dei cinghiali che molto spesso scendono nei centri urbani per scappare dal loro habitat, questo grazie a cacciatori spietati e ad alcuni componenti di una Regione assassina.   Mi appassiono così tanto alle camminate, ai paesaggi e alla natura,  che quando non posso andare li,   (causa giornate di caccia) sto male, perché oramai il bosco fa parte di me. Ogni volta che sono in mezzo alla natura, mi passa ogni dolore, inizio a sentire i suoni,  respiro aria fresca e pulita, e osservo ogni cosa attorno a me con immenso interesse.

Sento le mie gambe sprofondare nella terra come radici,  mi sento parte integrante del luogo, le mie braccia diventano rami fioriti che si innanzano nel cielo, e sento che il bosco è casa mia, mi rende felice, mi fa stare bene. Quando la giornata giunge al termine e devo tornare a casa dopo la mia bella camminata, le orecchie si tappano, come se inconsciamente non vogliono sentire nessuno, mi viene mal di testa, nausea, attacchi di panico, tristezza, respiro male e mi lacrimano gli occhi.

Questo mio stato pschico-fisico, dura da un anno. Davvero, solo quando vado a passeggiare al mare o nei boschi, sto bene!

Nel frattempo divento buddista, e con grande piacere ed enorme sorpresa, scopro di avere una forte spiritualità e una forte fede. 

Inizio a diventare sempre più sofferente, vivo malissimo in città,  lo smog  e  la sporcizia e la maleducazione, non le tollero più, e stare in mezzo alla gente, mi procura ansia e attacchi di panico. Devo reagire e trovare la mia pace interiore.

Un giorno, decido così di noleggiare un camper, e  andare al salone di Parma per parlare con le aziende produttrici di camper, per una collaborazione e realizzare il mio Tour ‘travellingwith4chihuahuas’, a cui lavoro da più di un anno. Alcune aziende si sono mostrate interessate,  e così, tutta felice, continuo a programmare gli itinerari, i costi, stilare una lista di campeggi, aree di sosta, consumi, abbigliamento, sponsorizzazioni, comunicati stampa, accordi…  Ma dopo settimane e mesi di trattative, improvvisamente con un ‘no’, crollano tutte le mie fatiche e le mie speranze, e perdo credibilità e fiducia con alcuni investitori.

 

NON ASPETTARTI NIENTE DA NESSUNO! PERCHE’ OGGI DICONO CHE SEI SPECIALE, E DOMANI TI IGNORANO COME SE NON FOSSI NESSUNO

Poco importa a chi ha messo la propria parola e poi, nemmeno direttamente ti comunica che è stata cambiata idea, poco importa, se hai lavorato ogni giorno per un anno, rinunciando a molto, per costruire il tuo progetto. Poco importa se aziende leader avrebbero voluto un ritorno pubblicitario mondiale,  senza investire un euro! Si sa, oramai si lavora gratis! A chi importa della tua vita?  Così sei costretta ad imparare un’altra lezione. Sei una guerriera.  Questo vedono tutti.

http://sabawesser.com/pronti-per-una-nuova-esperienza/

MI DICONO ” TU STAI TROPPO SOLA”. E IO RISPONDO: ” VOI STATE TROPPO CON CHIUNQUE!”. ( M. LUNA).

Ma una cosa invece alle persone importa parecchio: avere la maggior visibilità possibile, in modo gratuito, investire zero anche se crede nel progetto, ma ti dice: ‘ c’è crisi non sono i tempi’, oppure lavori prestando la tua immagine e poi non vieni pagata, ‘perché non ci sono i soldi’ e poi te li vedi su facebook a son di bottiglie e puttane. Tutti a dire bello il tuo progetto, metti il logo dell’azienda, ti aiuto, ti sponsorizzo, ho dei contatti per te, e poi spariti tutti?

ALLA FINE IMPARI A DARE ALLE PERSONE LA STESSA IMPORTANZA CHE DANNO A TE! (A. HEPBURN).

Così esausta di questi comportamenti, stanca di menzogne e false promesse, stanca di essere reperibile H24 sul cellulare, sui social, stanca di corteggiatori che ti dicono di essere single ed invece scopri che sono sposati, fidanzati o convivono, ( ma loro non demordono,  ti stanno addosso e fanno carte false pur di averti), stanca di uomini che messaggiano  di continuo su WhatsApp o messenger, ho bloccato tutti ed ho detto basta! E’ tutto un troiaio, una finzione, un opportunismo, una falsità, una città di assassini (cacciatori). Io voglio stare da sola. Tutto questo mi ripugna!

Io non ho mai smesso di credere al mio viaggio,  vivere e viaggiare il mondo in camper insieme ai miei 4 pelosi.  Noi 5 da soli, con i nostri tempi, la nostra felicità, senza interferenze esterne. Realizzare reportage e stare a contatto con la natura e gli animali…

UN UOMO VEDE NEL MONDO CIO’ CHE EGLI PORTA NEL CUORE. (J.W. VON GOETHE).

Così pensai, invece che continuare a buttare via i soldi in un appartamento in un condominio rumoroso, con uno schiocco di dita, decisi in due minuti di trasferirmi a  vivere temporaneamente in un campeggio!

Individuai subito quale sarebbe stata la mia casetta. Un mobilhome in mezzo al verde, con un giardinetto, perfetto per far giocare i miei cani, tra i piedi del bosco e a pochi km dal mare.

La scelta è stata dettata dal fatto, che dovevo fare questa esperienza prima di chiudermi davvero dentro un camper. Abituata a grandi case, stare in pochi metri quadrati, non sarebbe stato facile. Invece, con mio grande stupore, mi sono letteralmente innamorata di questo stile di vita. Nel mobilhome vivi nello stretto, ma hai tutto ciò che davvero serve. Ho imparato a capire cosa è necessario e cosa no, quanti vestiti utilizzare, i consumi, le lavatrici. Mi sono resa conto che alla fine mi serve un letto dove dormire, un bagno, una doccia, la cucina e un divano e un tavolo dove usare il pc.  Le proprie esigenze cambiano in funzione del tuo desiderio. Il mio desiderio è di viaggiare e stare ogni tot giorni in un luogo diverso. Ho trovato la mia giusta dimensione!

SIATE SINCERI E SEMPLICI, QUESTO E’ L’ESSENZIALE. (F. DOSTOEVSKIJ).

Nessuno sa dove vivo, ma alcuni sanno che la viziata principessa, ha deciso di vivere in modo più spartano ed è felice così. Non voglio nessuno per i piedi, sto bene nella mia solitudine e nel mio silenzio. Dedico le giornate agli animali, alla natura, a realizzare il mio viaggio, alla ricerca del camper e al Buddismo.

Sono felice della scelta che ho fatto, perché ho trovato la mia pace interiore, il mio benessere ed il mio equilibrio. Le persone hanno paura a stare in silenzio, hanno sempre bisogno del contatto, di parlare, di socializzare e non  rispettano la tua scelta, spesso mi sento dire: ” poverina, sei sola”, ma io ho fatto una scelta che mi fa stare bene. Trascorro le mie giornate ad esplorare il territorio, tra mare e boschi, le giornate sono meravigliose, il tempo è bello e fa ancora caldo, e mi sembra di vivere in un sogno. Nel frattempo arriva il freddo, ed io lo patisco favvero molto, passando fa una bronchite all’altra, e mi blocco con la schiena, così sono costretta a fare iniezioni di voltaren e muscoril per poter stare in piedi! Il mio entusiasmo si spezza, non sono in grado di camminare per i boschi, non riesco ne a sedermi ne a tirarmi su. Trascorro le giornate tra il letto ed il divano. 

Il mio progetto del viaggio in camper non decolla, i reportage che dovevo realizzare in questo territorio, saltano per il mio stato di salute, e così subentra la noia, la rabbia, e trascorro dicembre e gennaio praticamente bloccata.

Così, ho iniziato la ricerca di un nuovo posto dove andare. Sarei dovuta partire da qui direttamente con un camper, ma per causa di forza maggiore, ho dovuto cambiare progetto.

Decido così di cercare un lavoro in una fattoria in cambio di vitto e alloggio! Parlo con un’ amica, che mi propone di andare a stare (ma in un casale separato), su da lei! Il mio sogno di vivere con gli animali si avvera!

Ho finito di fare le valige del mio 35° trasloco, da una parte mi spiace perché volevo conoscere ogni bosco di questa riviera, (ligure di Ponente) della valle impero e valle argentina, il golfo dianese, invece, per la mia situazione di salute, ho perso 2 mesi bloccata a letto, non potendo realizzare i miei video e reportage e quindi pubblicarli.

Vivo questi ultimi giorni (anche se con la pioggia), a passeggiare in spiaggia, tra poco per un bel po’, non vedrò più il mio amato mare, ma sarò comunque felice, perché andrò a vivere in campagna! Mi aspetta tanta natura, tanti animali, nuovi boschi da scoprire… Il mio cuore si riempie di gioia, avrò un luogo nuovo e una casetta tutta per me e per i miei bimbi pelosi! Lavorare in fattoria? Si!!!

 

Arrivederci Diano Marina!

 

VIVI OGNI GIORNO COME SE FOSSE OGNI GIORNO. NE’ IL PRIMO NE’ L’ULTIMO. (P. NERUDA).

 

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Estepona 2015, ultimo anno.

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tramonto di fuoco, da casa.

 

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Cambogia 2011

dsc00025Agosto 2011, dal Vietnam il mio viaggio prosegue per la Cambodia.  Già dall’aereo posso ammirare il paesaggio pianeggiante e costituito da altopiani periferici ed Il fiume  Mekong, che in questo territorio forma della rapide tra le più grandi del mondo.

 

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Atterriamo all’aeroporto di Siem Reap, e dopo i dovuti controlli, via verso l’albergo. (La foto accanto non è un villaggio, ma l’aeroporto).

Nel tragitto passano  decine e decine di tuk tuk, tipico veicolo di trasporto persone, e nonostante la Cambodia sia uno tra i paesi più poveri al mondo, il sorriso stampato sul volto di questo popolo, ti fa comprendere che vivere è davvero il dono più prezioso. L’hotel è magnifico. Il Borei Angkor Hotel si contraddistingue per la sua eleganza persa nei tempi, tra legno e seta, il personale gentile (e sorridente), ed una piscina contornata da palme. La cucina cambogiana è davvero gustosa, semplice ma raffinata.

 

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Arriva la mattina, e con essa…una super colazione… Il buffet era imbandito di ogni tipo di cucina internazionale, dai croissant, alla frutta, al formaggio, uova, noddles cinesi, ravioli al vapore cinesi, sushi.. Nonostante sia italiana ed il croissant ed il cappuccino non ci rinuncio mai, anche qui come in Vietnam, la mia colazione era: ravioli al vapore e sushi… Sarà stato complice anche il jet-lag, ma il cibo asiatico lo adoro davvero! dsc00187

La prima visita nei vari templi discloccati in questo meraviglioso territorio, è senza orma di dubbio Ta Prohm! Mentre mi avvicino alcuni bambini con dei visi dolcissimi, si avvicinano con le mani giunte al petto, e chiedono  un po’ di cibo, così, mi riprometto nelle prossime visite, di portarne un po’ con me.

Ta Prohm è il tempio dove hanno girato il film “Tomb Raider, e visitarlo è davvero impressionante. Gli alberi negli anni sono cresciuti tra le rovine, creando uno scenario surreale. E’ stato costruito in stile Bayon (altro tempio visitato più tardi), come monastero Buddista Mahayana. La guida, mentre faccio delle fotografie, inizia a dirmi di stare attenta, sopra la mia testa c’era un ragno gigantesco! (io sono aracnofobica). In Cambogia, è normale vedere per strade banchetti dove vendono ragni saltati in padella… è il loro piatto di rappresentanza, un po’ come le ostriche per i francesi.dsc00244

Questa è la foto che ho scattato in un bassorilievo del tempio. Raffigura un dinosauro, vissuto molti anni prima della costruzione di Ta Prohm. Un mistero. L’energia che emana questo posto è davvero qualcosa di mistico, sarà per le rovine divorate dalla giungla, che fanno uno scenario da set cinematografico. (di fatti Tomb Raider ne è la prova).

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Le visite continuano ad Angkor Thom, che in lingua Khmer, significa grande città. Infatti si presenta contornato da mura e da 4 fossati all’esterno della città. Ad ognuno dei punti cardinali, corrisponde un’entrata dove ogni strada porta al centro e si arriva alla montagna tempio: il Bayon. All’interno si possono visitare anche  la Terrazza degli elefanti, la terrazza del Re lebbroso, il Palazzo Reale.

dsc00332 Il Buddha delle 4 direzioni.

Nel momento in cui ho scattato questa foto, e mi sono persa a guardare la rappresentazione del Buddha, qualcosa è cambiato in me. La Cambogia è il posto al mondo che finora ho visitato, che mi ha dato emozioni ed una serenità incredibili. Me ne sono davvero innamorata. E’ come se fosse stata la mia casa. Era il 2011, ma questo cambiamento era riferito anche alla mia fede, che ancora non sapevo. Solo adesso, nel 2016, sono diventata buddista.

 

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Altro giro, altro regalo! D’innanzi a noi si estende il magnifico sito archeologico di Angkor Wat, in Khmer Tempio della Città, costruzione induista, uno di più grandi monumenti religiosi del mondo. Dedicato a Vishnu e di seguito convertito in tempio buddista. Questo enorme edificio rettangolare, è contornato da grandi fossati sui 4 lati, e all’interno si possono ammirare bassorilievi e devata che addornano le pareti. Angkor Wat è anch’esso un tempio montagna.  Il tempio  la rappresenta il  Monte Meru, ossia  la casa degli dei, mentre le cinque torri centrali simboleggiano i cinque picchi della montagna. Le mura ed il fossato simboleggiano le montagne e l’oceano che la circonda.

Tipica è la fotografia scattata (come sotto), con il tempio che si specchia nelle acque.

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dsc00044 Incensi per le offerte nei templi.

La Cambogia è senza dubbio uno dei luoghi di maggior fascino e spiritualità che ho visitato nel sud-est asiatico.

Altre visite: Thommanon, tempio induista, Phnom Krom,  tempio induista situato sulla cima di una collina e dedicato a Shiva, Vishnu e Brahama. Il panorama che si può godere dall’alto del tempio, è davvero emozionante.

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PRONTI PER UNA NUOVA ESPERIENZA IN CAMPER!

 

 

Eccocimg_20160916_231325i qui, siamo tornati da poco a casa (Genova), dopo aver trascorso quasi 4 giorni a bordo di un camper. E già, io e i miei 4 chihuahuas, abbiamo noleggiato un furgonato della Roller Team, modello Livingstone 2, presso il concessionario Pons. L’idea del viaggio in camper, è nata nel dicembre 2015, mentre vivevamo a Marbella, dopo che dei ladri sono entrati in casa nostra, narcotizzandoci e rubandoci l’auto. Per fortuna ci siamo risvegliati sani e salvi, ma l’ansia, la paura e lo shock, iniziarono a sopraffare così decisi di tornare in Italia. Saltando la parte del riadattamento urbano che ci ha creato diversi stress, continuai a portare avanti il mio progetto denominato ‘travellingwith4chihuahuas’, ossia, un Tour mondiale a bordo di un camper, in solitaria ma con i miei bimbi pelosi. Trascorro i mesi preparando nei dettagli il viaggio, e nelle date comprese dal 16/09-20/09, noleggio questo stupendo furgonato per testare la nuova vita che dovremo affrontare a breve, e partiamo verso il Salone del Camper di Parma!

Andai di persona alla Pons a  noleggiare quella che sarebbe stata la ‘nostra casetta mobile’, e ne rimasi estasiata ed emozionata. Il personale della Pons, sono stati davvero gentili, amichevoli, professionali e mi hanno accompagnato passo dopo passo in qIMG_20160917_121624.jpguesto mio viaggio esplorativo! Si, perché dovevo ‘testare’ diverse cose: guidare un camper, condividere spazi ristretti con 4 cani sebbene siano piccoli, le soste, gli scarichi e tutto ciò che concerne la vita su questa vettura.

Una volta caricato il tutto, partiamo! La sensazione di guidare per la prima volta un mezzo così ‘grande’ è stata di totale euforia e di grande attenzione per le misure, per gli spazi, e sperimentare una vita on the road a contatto con la natura.

E’ venerdì sera, sono le 18, c’è molto traffico ed il tempo non è dei migliori. Imbocco la Piacenza, e tra un po’ di foschia ( e chi se la ricordava? venendo dalla Spagna, mi ero dimenticata che da quelle parti c’è la nebbia… uff), e tra una pioggia incessante, tir e automobili, sospiro, e con grande determinazione proseguo il viaggio verso Parma. Arrivo per le 21,30 circa, entro nell’aerea di sosta, e il parcheggio è pieno di … camper! Io non amo il caos e lo stare tutti ‘vicini-vicini’, non è mai stato il mio massimo di vita quotidiana,  ma in quel momento tutto mi è sembrato così magico! Mi immaginavo come una tartaruga o come una lumaca con la sua casetta di protezione sulla schiena, un senso di libertà mai provato, e tutte quelle grandi ‘case mobili bianche’ mi rincuoravano. Ho potuto constatare il granIMG_20160919_132102.jpgde rispetto che c’è gli uni tra gli altri, cosa che non succede nei centri urbani, tra chiasso, smog, sporcizia, inquinamento, e vicini molesti. Unico neo, la classica famiglia con bambini che li lascia correre disturbando chi cerca di riposare o vuole stare tranquillo. C’erano tanti camperisti con i cani, e mai (e non perché sono di parte) ne ho sentito abbaiare se non quando ci si incontrava tra un bisognino e l’altro.

Una volta parcheggiato, mi prende un po’ l’ansia. Non mi ricordavo più come dovevo accendere il gas, il frigorifero, l’acqua… Così chiamai sul cellulare il ragazzo della Pons, e con gentilezza e disponibilità (erano oramai le 22), e sapendo anche che per me era la mia prima volta in camper, mi spiegò per la seconda volta, cosa dovevo fare. Nel frattempo un camperista mi stava aiutando. Finalmente accendiamo il tutto e la mia casetta è pronta per essere vissuta! Preparo la pappa per i cani e per me, e sotto la pioggia con il ticchettio sul tetto del camper, mangiamo in attesa che prima o poi smetta.IMG_20160918_093413.jpg

Sono quasi mezzanotte, ha smesso di piovere, così porto fuori i cani (che essendo piccini si sono inzuppati e sporcati…) . Dopo le ‘pulizie ed i lavaggi’ ce ne andiamo a dormire.

Sabato mattina. La giornata comincia con la colazione a bordo camper. Caffè solubile e croissant confezionato hanno dato il giusto carburante per affrontare la mia giornata.  Prendo i cani, li metto nel passeggino ed entriamo dopo una bella coda al salone.

Consiglio di comprare i biglietti on line, è vero che per entrare si fa ugualmente la coda, ma mai come quella di chi doveva comprare i ticket in biglietteria!!

Come immaginavo e come sempre mi succede, muoversi con 4 chihuahua ed un passeggino, è sintomo di ilarità e curiosità e un sacco di fotografie!

A passo speditoIMG_20160916_163611.jpg e sicuro entro ed esco dagli stand, parlo con i responsabili delle aziende del mio progetto mondiale on the road, il mio reality show che parte tra poche settimane e raccolgo informazioni, salgo e scendo dai camper e me ne innamoro di alcuni.  Ho conosciuto persone davvero gentili e disponibili che ci hanno accolti, dato spiegazioni, consigli ed incoraggiamento!

Ringrazio  tutti i concessionari e responsabili delle aziende che nonostante era il penultimo giorno del salone, con tutta la stanchezza, il parlare, e lo stress che ne concerne, mi hanno dedicato il loro tempo ascoltandomi con interesse e gioia. In particolar modo: il Sig. Carlo Sovani nello stand Mobilvetta, (gruppo Sea), che con il suo modo simpatico, la sua gentilezza e comprensione, ha valutato la mia richiesta. Il Sig. Maffei presso l’azienda Possl, che ha creduto nel mio progetto e che mi ha indirizzato verso i responsabili, ma che invece mi hanno snobbata senza nemmeno un saluto. Ringrazio il  venditore presso lo stand Etrusco (non ricordo il suo nome, chiedo venia), che mi ha fatto conoscere questi magnifici camper e per avermi messo in contatto con i responsabili. Ringrazio il signore nello stand Roller Team, premuroso e cordiale e ringrazio soprattutto la famiglia Pons, che ho ritrovato allo stand Laika, con il Signor Alessandro Calò, responsabile della EHGI, che mi hanno dedicato il loro tempo e le loro attenzioni al mio progetto.

Stanchi ma soddisfatti, io e i bimbi, rientriamo a casa. (camper). E’ il momento di sperimentare… la doccia!!! Nonostante il bagno in un camper, specialmente in un furgonato, non sia ‘grande’, il solo fatto che puoi lavarti e rinfrescarti ovunque tu sia, non ha prezzo! All’improvviso mi sono sentita fresca, felice e sorpresaIMG_20160917_154547.jpg con quanto spazio in realtà avevo! In quel momento ti dimentichi delle comodità che hai in una casa, in un camper hai l’essenziale, ma hai tutto ciò di cui hai davvero bisogno! Una macchina per muoverti, un bagno, un tavolo per mangiare, una cucina ed un letto! E non parliamo degli stipetti e del gavone! Costruiti ed ideati così strategicamente che tutto era in perfetto ordine! Il Livingstone 2 prestige, si è rivelato per il mio modo di vivere dinamico e comodo,  una soluzione davvero intelligente. ( adatto per una persona sola o una coppia giovane, che ama la natura, la libertà, che sa apprezzare l’agilità e gli spazi non enormi come un camper da 7 metri o un motorhome). Inoltre, essendo un modello sotto i 6 metri, non ho trovato alcuna difficoltà per parcheggiarlo, o riservare nelle aree di sosta o di campeggio, proprio per le sue dimensione ridotte ma comode. In ogni campeggio che ho chiamato, subito mi dicevano che erano al completo, ma, una volta detto quale era il modello del mio camper, un posto l’ho sempre trovato!

Con questo non voglio ‘pubblicizzare’ solo questo modello, è stata la mia prima esperienza e quindi racconto ciò che ho vissuto, ma è anche vero, che essendo maneggevole e con dimensioni più ridotte, non si ha lo stress di non trovare posto, ti abitui velocemente alla guida e alle misure, tutto diventa più agevole e sei subito in vacanza! Per questo reputo nella mia totale ignoranza nel settore, che per chi non ha una famiglia numerosa un camper sotto i 6 metri è la soluzione ideale, anche per i consumi.IMG_20160917_162311.jpg

Dopo la mia doccia ristoratrice, un buon libro e un riposino nel mio lettuccio, decido di fare un giro con i cani, nell’area di sosta. E si, perché ero incuriosita di sapere come ‘vivono i camperisti’ e  vedere cosa fanno. C’è chi aveva montato il tendalino, tavole, sedie, barbeque, delle vere e proprie case ambulanti! Ammiravo queste persone che apparentemente non godevano di nessuna comodità casalinga, ma che in realtà, non gli mancava proprio nulla! Gente contenta, godereccia ed amichevole. Immaginavo il mio Tour, a cosa dovrei portare e a cosa dovrei fare a meno, della libertà nel vestire e nel vivere, cosa che nelle città è impossibile  fare. C’erano centinaia di camper, ed era come se non ci fosse nessuno… Ognuno rispettava il silenzio (bambini a parte), l’ordine, la pulizia, l’organizzazione e lo stare insieme senza disturbare.

Finito il giro, un po’ invidiosa (nel senso buono) di tutta quella meravigliosa organizzazione,  rientro nel mio camper e… comincia  a piovere! Credo che alcuni bbq nel frattempo siano saltati e le tavolate imbandite siano state sparecchiate velocemente…Intanto sul fornello della mia cucina, si scaldava un brodo con dei tortellini bello caldo! Mi scappò un sorriso, perché nella mia ‘tristezza’ culinaria, avevo un piatto caldo e non avevo sprecato nulla…. eh eh eh. Finita la mia meravigliosa cena, sotto la pioggia ed un abbassamento drastico della temperatura, me ne vado a dormire.IMG_20160917_222602 (2).jpg

E’ domenica mattina, dopo il giro-cani, faccio colazione, doccia, sistemo le cose negli stipetti, chiudo il gas, l’acqua e mi rimetto in viaggio. Decido di fare la Parma-la Spezia, perché volevo trascorrere la giornata verso le 5 Terre. Purtroppo in tutto il viaggio, non ha mai smesso di piovere, l’autostrada si è presentata con i soliti lavori in corso,  la corsia di destra dove passano i tir, spesso disconnessa con dei sobbalzi improvvisi,  e   la Cisa anche se è molto bella per la sua natura, con tutte quelle curve e con quel tempo, in effetti è risultata essere un po’ una menata. Continuo a guidare, ma… non mi rendo conto della mia uscita e così sbaglio proprio dalla deviazione e devo ritornare indietro! Non ci voleva! Alla fine invece di arrivare alle 12,45 a  Levanto per una sosta e poi trovare un campeggio, ci sono arrivata alle 16,20! Continuavo a dire ai bimbi pelosi, adesso arriviamo, ma loro, con i musetti stanchi dei tornanti, mi guardavano come se dicessero: ‘mamma sono 2 ore che ce lo dici! hai rotto!’. Ma come per incanto, arriviamo nel parcheggio di fronte alla spiaggia di Levanto, e come spengo il motore, smette anche di piovere… grazie.img_20160918_192327

Lo scenario è magnifico, anche se il cielo aveva dei colori dal nero-grigio al quasi :’ tra un po’ il cielo sereno arriva,’ scatto delle fotografie al mare che ha preso i colori tendenti il verde, tipici del post-pioggia-diluvio, ed è pieno di surfisti. Scendo e vado per pagare il ticket, quando, da un furgone (tra le decine e decine che c’erano), scendono dei IMG_20160918_164933.jpgragazzi e iniziano a mettere la musica ad alto volume e a scolarsi delle birre. I cani iniziano ad infastidirsi, ed anche io. Erano quasi le 17 e dovevo ancora pranzare! Mi ci mancavano questi hippies rumorosi come vicini. Così rimetto in moto il camper, tolgo la pentola dal fuoco, e tra: ‘oh se ne va via’, dei surfisti, stanca e accigliata cambio posto. Trovo un parcheggio un po’ più isolato, pago il ticket per 2 ore, preparo dei gnocchetti con del parmiggiano, pulisco, prendo i cani e andiamo sul lungomare  a fare una bella passeggiata. All’improvviso esce il sole, e così, il marciapiede si riempie di gente. Ricomincia il: ‘posso fare una foto ai cani? Posso toccarli?’ Così alla fine decido di tornare in camper.IMG_20160918_192453.jpg

Sapendo per altro che in quel parcheggio  non avrei potuto passare la notte, armata di cellulare in mano, comincio la ricerca di un campeggio. Chiamo il primo che nella mappa risulta essere il più vicino. Devo fare due volte la telefonata, perché alla prima nessuno mi risponde. Finalmente parlo con una signora, che alla mia domanda di disponibilità, mi risponde che sono al completo, ringrazio, ma prima di chiudere mi chiede che camper ho. Dico che ho un Roller inferiore ai 6 metri, ed ecco che trovo posto! (capisco la facilità di trovare un posto con un camper puro). Felice mi metto alla guida, anche se una leggera pioggia torna ad essere una costante del mio viaggio. Devo risalire parte dei curvoni per arrivare al camping e all’arrivo mi si prospetta un groviglio di camper disposto  tra le fasce umide e zuppe di acqua in mezzo alla vallata,  e con l’ansia di fare manovra decido che non è il posto per me, ma già che ero li, e che mi avevano detto che c’era posto, chiesi il prezzo. C’era un cartello che diceva ‘tutto completo’, e  mentre la signora mi diceva che il costo era di 30 euro, mi venne un colpo! La ringraziai e dissi che non ero interessata. Avevo visto su internet diversi camping in zona più economici e anche più comodi per le dovute manovre, e specialmente per me che era la prima volta che guidavo in camper.   Sicuramente era un bel camping, ma da come avevo visto nelle foto, non ho riconosciuto la comodità.  E per il mio stile di vita, stressarmi in vacanza, non ha davvero senso. Il camping Acqua Dolce, non faceva per me. Proseguo la ricerca, ne trovo un altro, San Michele, entro, ma come scendo dalla strada, noto che anche questo è in un punto che non mi piaceva. Mi prende un po’ di sconforto, ma si sa, dopo la tempesta arriva sempre il sereno! Così faccio manovra e me ne vado.IMG_20160919_150211.jpg

Mi fermo un attimo, cerco un camping verso Deiva Marina, così sarei anche stata più vicina a Genova, e in tempo per ripartire  e consegnare il camper l’indomani entro le 10 del mattino.

La ricerca mi da 3 aree camping. D’istinto chiamo ‘La Sfinge’, mi risponde una ragazza allegra e gentile, già mi mette di buon umore, le dico il modello del mio camper, e mi dice che ha un posto. Bene! Esco dall’autostrada, scendo e in una magnifica strada alberata ed incontro prima 2 camping, e poi il mio…IMG_20160919_181755.jpg

Accosto nell’area di sosta in una bella piazzola con carico-scarico e vado alla reception. La ragazza mi riconosce. E’ molto affabile e simpatica. Mi accompagna a piedi all’interno della struttura, e mi spiega dove sono situati i bagni, le docce calde gratuite, la lavatrice, lo scarico  delle acque chimiche, insomma, senza chiederle nulla, mi fa una panoramica del campeggio. I camper erano tutti ben parcheggiati, con ognuno una propria privacy e spazio. Erano tutti stranieri, o quasi, tutti gentili, educati e sorridenti. Arriviamo in una fascia bella larga, e mi fa vedere dove è  il mio posto. C’era già un furgonato come il mio!!! Mi indica l’allaccio elettrico e mi chiede se va bene. Era tutto perfetto! Uno spazio enorme, e da un lato avevo come una sorta di giardinetto privato! Il prezzo? 15 euro a notte! Le confermai per la notte di sabato e per quella di domenica. Una volta allacciata la corrente, messo in funzione il frigo, scendo a fare un giro con i cani, e ad ogni camper, un saluto! ‘Hi! Morning!’. Tutti sorridenti e felici! Rientriamo e sistemo i bimbi (Li chiamo così i  miei chihuahuas come avrete ben capito!), preparo la cena, altro giretto e nanne!IMG_20160919_115453.jpg

Lunedì mattina. Sole. E si, come quasi ogni settimana che si rispetti, il week end piove sempre… Pentolino, caffè solubile, e bisognini bimbi! Al rientro nella mia casetta-tartaruga, dopo le pappe-cani, decido di andare per boschi. La mia nuova passione. Ma siccome due dei miei cani, si stancano facilmente e soprattutto uno ha un problema alla rotula  delle zampe posteriori , li lascio nel camper e prendo gli altri due che sono invece due guerrieri.IMG_20160919_104746.jpg

Prendiamo la strada che ci porta dentro al bosco pieno di castagni,  la salita risulta essere un po’ pericolosa, soprattutto pensando al ritorno in discesa, perché il terreno era zuppo e fangoso causato dalle piogge dei giorni precedenti, e avendo delle scarpe con la suola liscia e non a carrarmato,  spesso scivolavo, in più un piccolo intervento fatto alla mia gamba sinistra  non mi permetteva di fare grandi passeggiate in totale sicurezza. Nonostante questo, proseguo per un po’ tra piccole cascate, laghetti e piccoli fiumi. L’odore dell’erba, degli alberi e dell’aria pura e fresca,  mi rendevano così felice e ad ogni scorcio, mi si illuminavano gli occhi. Purtroppo non sono riuscita ad  incontrare nessun animale. ( di recente andavo nei boschi a Genova a passeggiare… con i cinghiali…).IMG_20160919_104907.jpg

Dopo circa 30 minuti di passeggiata, torno indietro, e in effetti la piccola discesa scivolosa, più volte mi fa perdere aderenza al suolo. I bimbi inutile dire come erano infangati, ma erano felici! Ritorniamo sulla strada e dopo aver controllato la mappa, noto che prendendo la salita accanto, si arriva in una sorta di lago artificiale, così ci incamminiamo.

Arriviamo alla fine della strada, ed un cancello sbarra l’accesso. (in seguito ho chiesto cosa fosse. Era un deposito di acqua).

Sono quasi due ore che camminiamo, e uno dei miei cani zoppica, così devo prenderla in braccio. Miu Miu, così si chiama, mi guarda e mi bacia, ringraziandomi come solo gli animali sanno fare.IMG_20160919_110101.jpg

Arriviamo in camper, faccio scendere anche gli altri due per un veloce giretto, e poi tutti a lavarsi! Stanca ma felice di questa magnifica giornata, mi metto a letto a leggere. Arriva la sera, e con essa la tristezza di preparare le valige, consapevole che dopo qualche ora avrei dovuto lasciare quel magnifico posto, quei boschi incantati, lo scorrere dei fiumi, gli uccellini ed il dolce rumorio delle foglie degli alberi. Mi preparo un brodo caldo, la temperatura per me è già invernale… Andiamo a dormire e come in un brutto incubo, arriva la mattina della partenza. ( penso a quale scusa trovare per non consegnare più il camper! ah ah ah scherzo.. uff). Facciamo l’ultimo veloce giretto, pulisco i cani, faccio lo scarico delle acque e partiamo. IMG_20160919_105837.jpg

La nostra avventura si conclude con la consegna della oramai nostra casetta-tartaruga. In effetti sono un po’ triste, inizio a sentire l’odore dello smog cittadino, la confusione e i rumori.

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Non ho fatto un grande viaggio, (purtroppo per ora), ma ho assaporato che cosa significa la vacanza a contatto con la natura, ho testato la vacanza ‘en plein aire’, ero a pochi km da casa, ma sembrava di essere in un altro mondo. Non a caso era pieno di turisti stranieri? Spesso non ci accorgiamo delle bellezze che abbiamo vicino a noi, e grazie a questa esperienza, rivivo nel mio cuore quei momenti di pace e serenità, nonostante ci sia stato brutto tempo, una pioggia costante, e la mia mancata esperienza da camperista!

Speranzosa di partire tra poche settimane in giro per il mondo a bordo di un camper, vi saluto e ringrazio davvero tutti per avermi regalato un bel sogno!

A presto… verso nuove destinazioni!

Saba, Coco, Hermes, Miu Miu e Dior.

IMG_20160919_132102.jpgAggiornamento del 21/11/16

All’inizio vi ho raccontato del tour a bordo di un camper, purtroppo, dopo 11 mesi di lungo lavoro, ricerche, calcoli itinerari, costi, sponsor, aziende camper, il tutto si è concluso in modo al quanto infelice. Ho dovuto rimandare due volte il viaggio, per andare incontro alle esigenze degli altri, e dopo diverse parole, e alcuni promosse, mi sono ritrovata a buttare tutto nella spazzatura. Scriverò a breve un nuovo articolo dove vi spiegherò nel dettaglio cosa è successo. Inutile negare, quanta energia, forza, speranza, studio, denaro ho messo in questo progetto, la delusione è stata davvero enorme. A presto!

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VIETNAM AGOSTO 2011

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Buongiorno! ben ritrovati! Oggi vorrei parlarvi di uno dei viaggi che ho avuto la fortuna e l’onore di fare, conoscere questo luogo stupendo ed incantevole, un popolo meraviglioso, sorridente, umile ed amabile.

Tutto comincia il primo di agosto 2011. Partenza da Milano Malpensa con la compagnia aerea della Qatar Airways. Destinazione Doha in Qatar. Il volo aereo è piacevolissimo, l’equipaggio di bordo è molto gentile e sempre disponibile. Il cibo è ottimo, come per il resto la fornitura di ottime bottiglie di vino e champagne. (parlo della Business class..). Arrivo verso l’ora di cena all’aeroporto di Doha, e ne rimango affascinata. Mi dirigo nella Lounge in attesa della mia coincidenza per Hanoi, Vietnam. Mi ritrovo ad essere confusa, per la vastità di cibi internazionali che vengono offerti, per la pulizia e la cortesia di tutto lo staff. Ci sono dei lettini posti forte la pista di decollo, ed è decisamente uno spettacolo. Arriva l’ora dell’imbarco. Vietnam arrivo!

382265_10208062940871943_7344509228111000416_n Incensi colorati.

Nel pomeriggio del 2 agosto arrivo all’hotel prenotato ad Hanoi, il Metropole. E’ il  più antico hotel 5 stelle di Hanoi. “Grand Dame” del Sud-Est asiatico, il Sofitel Legend Metropole Hanoi dà il benvenuto agli ospiti nella sua “grandeur” coloniale ed eleganza senza tempo.

A pochi passi dal Teatro dell’Opera nel quartiere francese di Hanoi il leggendario hotel vi riporta indietro nel tempo, all’opulenza di un’era passata. Percorrete gli evocativi corridoi e rivivete il glorioso passato.Oltre un secolo di storia è racchiuso dalla classica facciata bianca con imposte verdi, originali dettagli in ferro battuto ed evocativa boiserie. Percorrete i sentieri dell’elegante giardino per immergervi nel fascino storico dell’hotel.”

Inizia il viaggio in questo magnifico paese, partendo appunto da Hanoi, capitale del Vietnam. La cosa che più salta all’occhio, sono le strade, ricche di traffico ed una confusione generale, i cavi elettrici sospesi tra le abitazioni come dei grossi grovigli impossibili da districare.

Una tappa obbligatoria è il mausoleo di Ho Chi Minh che si trova al centro della piazza Ba Ðình, lo stesso luogo in cui Ho lesse la dichiarazione di indipendenza che diede inizio alla Repubblica Democratica del Vietnam il 2 settembre 1945.

Alle spalle del mausoleo si trova la Residenza estiva di Ho Chi Minh in stile coloniale con un piccolo lago e alberi da grandi radici.944863_10208062939831917_7225661201185797877_n

Il tempio Den Ngoc Son è situato su una piccola isola al centro di un lago.  In una  delle sale del tempio è conservata una tartaruga essiccata dove secondo la leggenda, furono proprio le tartarughe ad aiutare il re a recuperare la spada caduta nel lago.

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Tante sono le pagode da visitare ad Hanoi, ma sicuramente c’è la pagoda Tran Quoc che è la più antica della città. L’architettura di questa pagoda è una combinazione tra antichità, imponenza ed eleganza situata in un lago calmo e trasparente. Nel giardino della pagoda, c’è un albero di bodhi, che rappresenta un regalo del presidente indiano per il Vietnam. Inoltre, la pagoda possiede tante torri sia grandi dia piccole, molti santuari e statui di buddha, tra cui, il più preziosa è la Statua di Buddha sdraiato sulla Nirvana.

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Molto suggestivo e prorompente, è il vecchio quartiere di Hanoi. Qui entri dentro alla vera vita di questo popolo, il vero cuore della città. Si possono trovare venditori ambulanti, gruppi di vietnamiti seduti su sgabelli a mangiare proprio sui marciapiedi. Una gran confusione di decine e decine di motorini fermi al semaforo pronti a scattare come una sciame impazzito. Una cosa curiosa che mi hanno ‘insegnato’ proprio per la mia incolumità, è come attraversare la strada in Vietnam. Nessuno rispetta il codice della strada, e ognuno sembra che guidi a casaccio. Se vuoi attraversare la strada, devi letteralmente buttarti e andare dritto senza mai fermarti o tornare indietro. Questo popolo ha come la ‘capacità’ di calcolare il tuo passo e quasi sfiorarti con i loro mezzi ma senza toccarti! Se per paura decidessi di tornare indietro, ecco che vieni preso in pieno. E’ davvero pericoloso, è un corso alla sopravvivenza. Ma una volta arrivati dall’altro marciapiedi ed il tuo cuore riprende a battere normalmente, ti giri e sorridi. Si perché quello che queste persone trasportano sui loro motorini ha dell’incredibile! Animali, mobili, casse piene di verdura, famiglie intere! Questa è l’Asia, questa è Hanoi, questo è il Vietnam.

Il 3 agosto siamo alla volta di Huè e l’hotel dove abbiamo alloggiato è stato ‘La Residence hotel spa’.

A mio parere ma anche da molti viaggiatori, Huè, è la città più bella del Vietnam. Sono diversi i quartieri residenziali, gli spazi aperti e verdi,  uno dei maggiori centri religiosi e culturali del Vietnam e nel passato fu colonizzato dai francesi. inoltre Huè sorge tra il mare ed i monti, lungo le rive del Fiume dei Profumi.

Si trova a metà strada tra Hanoi, situato al nord del paese, e Saigon, oggi Ho Chi Minh. Durante la guerra del Vietnam, la posizione centrale di Hué la collocava vicino al confine tra il Vietnam del Nord ed il Vietnam del Sud. La città faceva parte del Vietnam del Sud. Nell’offensiva del Tet, durante la battaglia di Huế, la città subì considerevoli danneggiamenti, molti di questi dovuti alla potenza di fuoco degli americani ed ai bombardamenti degli edifici storici, così come al massacro di Hué compiuto dalle forze nord vietnamite.

Girare Huè è elettrizzante, a parte il caldo reso così afoso da un alto tasso di umidità, in media c’erano sui 38-40 gradi, e visitare i diversi luoghi di interessi per alcuni, con queste temperature può essere pesante. Ma io, amante del caldo, ero così felice di stare all’aria aperta e non in edifici con l’aria condizionata.. Ma cominciato il tour in questa deliziosa città.

Le cose da visitare sono davvero tante. Maestose sono le tombe imperiali della dinastia Nguyen e i resti della Cittadella, (proibita), dove all’interno delle cui mura si trovano: la Città Imperiale, i nove cannoni sacri,  il Palazzo dell’Armonia Suprema e la Sala dei Mandarini.

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A circa 15 km da Huè, lungo il fiume dei profumi (Song Huong River) si trovano la Pagoda Thien Mu (1601) e le tombe imperiali. Nel 1993 il complesso dei monumenti di Hué furono dichiarati “Patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO.

images Pagoda Thien Mu.

Tu Duc fu l’Imperatore della dinastia Nguyen con il regno più lungo, dal 1847 al 1883. È considerato l’ultimo imperatore del Vietnam a mantenere la sua indipendenza. Continuando la tradizione dei suoi predecessori, ha chiuso le frontiere del Vietnam impedendo la modernizzazione del Paese ed espellendo gli stranieri che vivevano in Vietnam. La tomba dell’imperatore Tu Duc è probabilmente la più grande tomba del Vietnam. La storia vuole che per l’imperatore era consuetudine  venire trascorrere qualche soggiorno nella sua tomba. Qui  trascorse gli ultimi mesi della sua vita.

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Altri momenti storici da visitare sono:

La Tomba del Re Khai Dinh

Il tempio della principessa huyen tran

Ma se avete la fortuna di soggiornare qualche giorno di più a Huè, avrete solo che l’imbarazzo della scelta, in quanto ci sono circa 300 pagode da visitare.

Dopo giornate di grandi visite e passeggiate, sotto il sole cocente, (siamo stati molto fortunati, anche perché agosto è il mese meno indicato per andare in Asia, causa  i monsoni, le grandi piogge), ed il rientro in hotel con una spa eccellente, è ciò che ci vuole. Avete mai provato i massaggi vietnamiti? Beh, io, ogni giorno, ne provavo uno.. E via al massaggio a quattro mani con olio caldo, o con le coppette..

Questo massaggio consiste nell’applicazione sulla pelle della persona trattata di coppette simili a vasetti di yogurt, creando un effetto “ventosa” che tiene il contenitore incollato al corpo. L’applicazione può durare dai 5 ai 20 minuti e produce come effetto un’alterazione dei flussi energetici del corpo mediante una stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica.

Il soggiorno a Huè è giunto al termine, e si parte verso Ho Chi Minh, ex Saigon. Un po’ di storia..

E’ la più grande città del Vietnam e si trova sulla sponda occidentale del fiume Saigon. Ho Chí Minh nasce come piccolo villaggio di pescatori. Era originariamente conosciuta come Saigon, e molte persone ancora usano quel nome per indicarla. L’area che è oggi occupata dalla città era in origine paludosa, e venne probabilmente abitata dal popolo Khmer prima dell’arrivo dei vietnamiti. L’antica Saigon, alla fine della guerra civile, prese il nome dal leader politico della parte vincente, il Vietnam del Nord. Essa oggi rappresenta il cuore pulsante del Vietnam, e ne rispecchia l’essenza, con quella fusione unica tra cultura autoctona e profonde influenza francesi e cinesi, riscontrabile a prima vista nella sua architettura. La città, già al tempo della guerra, centro commerciale di primaria importanza del Sud-Est Asiatico, ha avuto uno sviluppo economico esplosivo, riscontrabile soprattutto nel paesaggio urbano di questa città, costellato da numerosi grattacieli, ristoranti eleganti e negozi lussuosi, il tutto caratterizzato dalla vivace frenesia tipica di una metropoli.

L’hotel dove abbiamo alloggiato, è stato il Renaissance Hotels, che vanta una storia formidabile. Durante la guerra del Vietnam, le persone si nascondevano al di sotto di questo hotel, dove tutt’ora esiste un dedalo di tunnel sotterranei. Così, si salvarono molte vite. 

Cosa visitare ad Ho Chi Minh:

Suggestivo è il Mercato di Ben Thanh anche conosciuto come il mercato di Saigon, è il luogo dello shopping turistico per eccellenza nel sud del Vietnam. Questa località turistica si trova nel cuore della città, e puoi trovare davvero qualsiasi follia di possa venire in mente. Abbigliamento tipico vietnamita o occidentale di firma false, accessori, scarpe e borse, alimenti, cibi vari, ristoranti e tanta tanta gente!

Bitexco Torre – Bitexco Financial Tower è il grattacielo con 262 metri ed è l’edificio più alto di Ho Chi Minh Città (Saigon) ed il secondo più alto in Vietnam, superata solo da quella Keangnam Torre in Hanoi di 336 metri.

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La Cattedrale di Notre – Dame di Ho Chi Minh , chiamato in lingua vietnamita: di Nha Chiesa Đức Ba, questa cattedrale è anche conosciuta come la Basilica dell’Immacolata Concezione.

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È una stilizzata e bella Cattedrale costruita alla fine del XIX secolo (dal 1863 al 1880), la cui facciata esterna è fatta di pietra estratta dalle vicine cave, e le tegole rosse sono state inviate dalla Francia per fornire questo colore così caratteristico, che possiede la basilica. Incoronato con due campagne all’interno di due campanili, situate a 58 metri.

Ciò che ho potuto riscontrare rispetto alla tranquilla e rissante Huè, e la città di Hanoi, è che Ho Chi Minh, è davvero una città in grande fermento, sempre in movimento, con un traffico spaventoso. Migliaia sono i motorini per la strada, e la gente che è super attiva andando in ogni parte della città.

Qui si è concluso questo viaggio in Vietnam, l’indomani, l’8 agosto si parte per la Cambogia, destinazione Siem Reap…