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Jimmy e Jerry

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Giovedì mattina, 2 marzo 2017, mentre controllo il mio gruppo “save the boars” su facebook, leggo un avvistamento di due cinghiali ad Albaro. Sono appena tornata a Genova da una settimana, e devo ancora riprendere i ritmi con la vita urbana, contatti con i miei amici che non vedevo da 5 anni (periodo in cui ho vissuto un po’ ovunque), e ritornare alla base dopo così tanto tempo, con l’idea di ripartire, si è rivelata un’occasione per rimanere qui. Questo grazie a Jimmy e Jerry.

Esco di corsa in strada, e fermo un ragazzo  chiedendo un passaggio per via Albaro, e lui, gentile, mi accompagna!  Arrivo nel giardino di questa villa, dove i due cuccioli sono stati rinchiusi e messi in sicurezza per mezzo di un recinto sbarrato. Sono tranquilli e docili, sdraiati uno accanto all’altro, noncuranti del chiasso cittadino, tra la curiosità di adulti, bambini e cani.  A presidiare c’erano la polizia locale, la guardia zoofila, e così mi presento. “Buongiorno, mi chiamo Saba, sono la donna dei cinghiali!”. Mi guardano interdetti e non capiscono quale sarebbe il mio ruolo in tutto questo. Così, rispondo semplicemente,  “salvo i cinghiali, e non voglio sia fatto loro alcun male”. Avrei fatto il possibile per aiutarli!.

Nel frattempo la notizia dei due cinghiali ‘albarini’  diventa di dominio pubblico, e allontanare i curiosi, diventava difficile. C’erano tante mamme che compravano del pane, della focaccia e delle mele da dare ai due cuccioli, presi da compassione per due animali senza la loro mamma. (In realtà, al mattino, Jimmy e Jerry, erano stati avvistati nella strada parallela a Via Albaro, e sono stati spaventati, così facendo, la famigliola si è separata.Comincio ad instaurare un rapporto di ‘odori’ con J&J, (Jimmy e Jerry), e sembra che non solo siano abituati alla presenza umana, ma che le sono pure simpatica! Intanto il viavai di gente continua, e questa presenza dei due animali selvatici, diventa un ‘doposcuola culturale’ per tanti bambini! Incontro una cara amica, ed insieme, inizia questa ‘lotta’ con le istituzioni, con ‘chi’ ostacolava ogni tipo di soluzione, diverse le telefonate a studi veterinari, amici importanti, tutto per dare un futuro ai due piccolini.

Sul posto interviene anche la stampa, giornalisti, televisioni… L’appoggio dei cittadini è stato davvero di grande aiuto, nessuno voleva che J&J venissero abbattuti, e in tanti si sono movimentati a chiamare amici, conoscenti, trovare una soluzione, un luogo, un rifugio ed oasi protette. In tanti si sono resi disponibili per fare delle raccolte firme per ‘aiutarci’ una volta per tutte, a evitare l’uccisione di queste creature innocenti, che come unica colpa è quella di scappare dal loro habitat, (in questo caso le alture di Genova, ma il problema si estende davvero ovunque), per mano dell’uomo. E si, perché il vero responsabile, è l’uomo!

NOTIZIE UTILI E APPROFFONDIMENTI VARI:

…Sulle alture di Genova qualche anno fa era presente un efficiente sistema di recinzioni che poi è stato lasciato andare in rovina con i risultati che vediamo; ripristinandolo e migliorandolo con materiali attuali, si potrebbero ottenere risultati immediati. Utile sarebbe di sicuro, una migliore gestione di raccolta dei rifiuti. Certo, queste soluzioni hanno un costo e sparare è meno dispendioso, ma non risolve niente. Molti studi dimostrano come la caccia sia tra le maggiori cause della proliferazione e della discesa in città dei cinghiali, i quali si muovono in cerca di rifugio oltre che di cibo.

L’etologa Ilaria Di Silvestre, esperta in gestione della fauna selvatica, afferma che i cinghiali non sono animali aggressivi: come tutti gli animali selvatici, temono ed evitano l’uomo. (Hanno ragione.). Possono diventare pericolosi solo in particolari circostanze, per esempio se si sentono minacciati. Ma credo che sia una reazione più che comprensibile, chiunque si difenderebbe… Come sostiene l’etologa, se ci imbattiamo in un cinghiale, normalmente “è sufficiente fermarsi, non fare rumori improvvisi, non gridare e lasciargli una via di fuga. In questo modo, rimarrà soltanto la magia che provoca l’incontro con un animale selvatico”.

I cinghiali, inoltre, vengono accusati di essere portatori di malattie trasmessibili all’uomo. In realtà il rischio è talmente basso che le statistiche delle strutture sanitarie, non ne tengono neppure conto: è molto più pericoloso aggrapparsi alle maniglie di un autobus!

Le uniche malattie di cui si ha occasionalmente notizia, si riferiscono al consumo di carne di cinghiali malati, affetti da batteri, virus o vermi, magari in occasione di qualche sagra paesana rifornita da bracconieri senza scrupoli.  Non uccidere è comunque una scelta di civiltà. Ricordiamoci che generalmente i maschi sono stanziali e sono invece le femmine a spostarsi con i cuccioli in cerca di cibo. E’ giusto secondo voi, uccidere delle madri che cercano solo di prendersi cura dei propri figli? Chi è l’uomo, che potere ha per decidere di sterminare degli esseri viventi solo per un hobby crudele?

Il cinghiale è un animale notturno  e durante il giorno preferisce riposare in grosse buche nel terreno, che scava per sdraiarsi e rotolare nel fango, eliminando in questo modo i parassiti, e abbassando la temperatura corporea durante i mesi più caldi ed evitare scottature causate dai raggi del sole, in questo modo favorisce anche la cicatrizzazione delle eventuali ferite. Una volta che il fango è asciutto, l’animale  si gratta energicamente contro alberi, rocce e piante. Utile sapere, che questi animali, vivono in branco, solitamente costituito dalla scrofa più anziana, (che è il capo), dalle femmine con le loro cucciolate. I giovani maschi tendono a vivere isolati dal branco e a formare piccoli gruppetti separati; mentre, i maschi adulti e gli anziani sono solitamente solitari per la maggior parte dell’anno.

Il cinghiale ha un’alimentazione variegata ed è considerato un animale onnivoro. Si ciba di frutta e  verdura, ghiande, funghi, tuberi e radici, anche insetti, invertebrati, uova, piccoli mammiferi, carcasse di altri animali ed altri mammiferi di grandi dimensioni che, feriti o malati, si rivelino essere facili prede da cacciare in branco.
La stagione degli amori si posiziona nei mesi di ottobre e gennaio (si pensa che le femmine ‘sincronizzino’ l’estro per poter avere cuccioli di età quanto più vicine in modo da poterli allevare insieme) ed in questo periodo i maschi si uniscono ai branchi di femmine dove, per prima cosa, allontanano i cuccioli dell’anno precedente che, per caso, dovessero trovarsi ancora con la madre.

La giornata giunge al termine e di fatto non si è trovata alcuna soluzione ‘intelligente’ per salvare J&J, così, dai piani alti, arriva una risposta. I cuccioli dovranno passare la notte all’interno del giardino presso la Banca di cui ora sono i guardiani notturni…

http://ilsecoloxix.it/p/genova/2017/03/03/ASViNjTG-sussurra_modella_cinghiali.shtml

Venerdì mattina. Controllo come al solito il mio sito, accendo il cellulare e leggo l’articolo, dove i due ungulati, non ‘risiedono’ più in Via Albaro. Con un certo sollievo, tutti noi amanti degli animali, siamo contenti, speranzosi che i due piccoli, possano essersi ricongiunti con la mamma e tornati nei boschi. Solo dopo qualche ora, vengo informata che all’interno di Villa Spinola, sempre in Albaro, ci sono tre cinghiali! Mi arrivano diversi video e foto, testimonianze, ma non riesco a raggiungere il luogo e verificare se sono Jimmy e Jerry (con la mamma), o altri cinghiali. Faccio alcune telefonate, alle autorità, alle guardie zoofile, ma sembra che questi animali siano spariti… Nessuno dice nulla, nessuno ha sentito o visto, (eppure erano li…). Il clamore mediatico che ho suscitato il giorno prima, ha dato evidentemente fastidio a qualcuno, ma non mi importa, io mi sento nella parte della ragione, io (come altri) voglio salvare gli animali (e le persone s’intende), le cose a Genova devono cambiare, si deve trovare un soluzione giusta per tutti!

La mia giornata adesso è scandita da telefonate, interviste, incontri, ufficialmente sono diventata la ‘donna dei cinghiali’, e ricevo centinaia di messaggi da tantissimi sostenitori, persone da tutta Italia che mi chiedono ‘sul futuro di J&J’ e dove andranno a finire’, e tutto questo affetto, mi riempie il cuore di gioia! E’ bello sapere che non sei sola a combattere questa battaglia!

Sabato 4 marzo. “Saba, ci sono due cinghiali all’interno di un parcheggio in Via Piave…”. Inizia così la mia mattinata. In pochi minuti raggiungo il luogo, sotto una pioggia battente, un forte vento, sono senza ombrello, senza impermeabile, fa freddo, ma non mi importa. Mi avvicino al cancello e li riconosco. Sono J&J!

Arrivano quasi di corsa e con i loro musi bagnati, fanno come per darmi un bacio, e ci guardiamo dritto negli occhi… ” ma cosa fate qui???? Piccolini miei…”. Jerry, il più grande di taglia, mi guarda, quasi abbozzando un sorriso, quasi a dire “siamo felici di vederti, aiutaci”. Io continuo a parlare con loro, e non mi interessa se la gente mi prende per matta, (in quanti assumiamo voci ‘stupide’ mentre parliamo ai nostri cani o gatti?) per me non fa alcuna differenza, parlare o sussurrare ai cinghiali!

Invece, ancora una volta, le persone dimostrano il loro affetto, non solo nei confronti di J&J, oramai diventati i protagonisti assoluti di questa storia, ma anche tanti complimenti e sostegno per la passione con cui dedico la mia vita a questi animali. Essendo sabato, c’erano numerose famiglie con bambini, e c’è chi non ha alcun timore ad allungare una mano per accarezzarli (vietato, ma la gente diceva: ma se sembrano dei cagnolini!), c’è chi portava cibo, mele, focaccia (è stato vietato anche questo, ma alcuni genitori dicevano: ma per il bambino, si diverte! non abbiamo mai visto un cinghiale, non vogliamo che muoiono di fame!).

 

La Legge vieta l’assunzione di cibo nei centri urbani agli animali selvatici, pena una multa salata, ma anche le autorità presenti, non hanno proibito ne multato questo foraggiamento. Io ero li per assicurarmi il benessere di J&J, per poter trovare un punto d’incontro intelligente con le Istituzioni, Regione, Comune, Asl, ect, lottando ogni minuto con chi invece, avrebbe voluto premere un grilletto e risolvere come un assassino questo ‘problema’.

Presenti sul posto c’erano persone che hanno fatto di tutto per creare caos, allarmismo e ostacolare ogni soluzione, ma c’era anche chi, ha potuto constatare l’inefficienza degli organi competenti, e la crudeltà di cuore.

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Ripartono i turni serali e notturni, J&J, dovranno trascorrere un’altra notte in Via Piave, ed io la trascorro tra visite notturne e telefonate. Sono già quasi 5 giorni che non mangio, non dormo, e chiamo persino la Commissione Europea, e gente potente, per segnalare questa situazione.

Durante il pomeriggio, si presenta il proprietario del parcheggio dove sono ‘rinchiusi’ J&J, e giustamente, pretende che le sue auto, vengano messe al di fuori del luogo, in quanto, l’indomani, alle sei del mattino, le autovetture dovevano essere utilizzate. La guardia zoofila, che ha cercato di prendersi dei meriti e che in tutto e per tutto ha creato scompiglio, oltre a prendersi una certa ‘autorità’ che non gli è concessa, (non riporto cosa la gente diceva in generale in merito a questa vergogna genovese), si è permesso di dire che non si poteva perché i cinghiali erano aggressivi… Per fortuna, viene autorizzato lo spostamento delle due vetture. Io mi offro per entrare dentro nel recinto e tenere lontano J&J, ma ovviamente mi viene vietato. Così, li chiamo, e loro mi seguono dall’interno del parcheggio, e li sposto dall’altra parte. Con qualche parola, carezza e qualche mela, loro se ne stanno li buoni. ” lei parla davvero con loro!”.  Questo diceva la gente. Le auto con tutta sicurezza, sono fuori dal parcheggio, J&J non hanno minimamente considerato nessuno!

 

Lunedì mattina, torno dai ‘miei cuccioli’, e mi corrono incontro, si strusciano come gatti facendo la gobba sul recinto, mi danno dei baci e giocano tra di loro. Oramai comunichiamo perfettamente, e sembra che la mia presenza  li faccia davvero star bene. Con me c’è anche il veterinario P. Castelli, ed insieme ci mobilitiamo per tranquillizzare i due cinghiali, che sono rinchiusi da tre giorni in questo parcheggio nell’asfalto. In questa giornata ci sono quasi tutti, autorità, polizia, associazioni, cittadini.

Finalmente è il giorno in cui possiamo trasferire J&J, ci sono quasi tutti, polizia, autorità, associazioni, cittadini, enpa, veterinario, giornalisti, televisioni, vigili, e dalle 10 del mattino, parte una ricerca di anestetico per sedare i due cuccioli. Tra ilarità, inefficienza,  improvvisazione, approssimazione, tentativi invani, e dopo ore di telefonate ed  attese,  arriva l’autorizzazione (che per tre giorni chi ha cercato di prendersi dei meriti… diceva di avere e non aveva…), e così arriva il momento della sedazione. Ma ad ogni passo che fai in avanti, se ne fanno 3 indietro. Si trova sempre un problema, e “il pubblico” i “cittadini” sono davvero arrabbiati con la Regione, il Comune e tute le autorità! Sono indignati, e sfogano la loro rabbia con me e altre persone, ringraziandoci per tutto quello che stiamo facendo per questa città! Che siamo li da giorni a dare voce a questi animali, a smuovere i piani alti, a fermare questo schifo e trovare una soluzione! Ma io non ho autorità, non sono nessuno, sono solo una cittadina che si vergogna di questo sistema, e così, dando voce anche alle persone, si è formato un nutrito gruppo di sostegno, l’opinione pubblica e dalla mia parte, ho dato forza, determinazione e coraggio a tante persone. E sono felice. Basta una sola persona per smuovere le masse. Basta anche solo una goccia in più, per far traboccare il vaso. Io l’ho fatto!

E’ già pomeriggio, il furgone con la gabbia è presente sul luogo da due giorni, il veterinario pure, l’Enpa anche, tutti noi eravamo pronti da molte ore, ed è giunto il momento di sedare J&J. C’è chi piange, perché in tanti si sono affezionati a questi due inconsapevoli ed innocenti protagonisti, che erano li soli, senza la loro mamma, ( ancora non si sa che fine abbia fatto… sparita da Villa Spinola… hanno taciuto ed ommesso tutto), ed io cerco di continuare ad essere forte, perché so che mi mancheranno.

 

Viene sparato il primo sedativo che si conficca nella coscia posteriore di Jimmy, e lui spaventato corre come un pazzo, il fratello lo segue, come per proteggerlo. Mi vengono gli occhi lucidi, perché c’è chi vede in loro solo la bestialità, ma sono esseri viventi, hanno sentimenti come ‘noi’, e Jerry, essendo il più grande fisicamente,  dava delle musate a Jimmy, come per dire: “fratello, cosa succede”.

Sembra un’arena, (non dico chi), ma c’è chi si sentiva un gladiatore, dietro ad un recinto, quando invece, agli occhi di tutti, non han fatto proprio una bella figura. Mi veniva detto: “Saba, fai qualcosa, entra tu! Guarda che schifo tutto questo!”. Avevo detto di mettere dei teli per coprire la visuale, passavano tanti bambini, e questo spettacolo era macabro, crudele. Era una sedazione, ma è stata fatta in modo non professionale. Insisto per poter entrare, per calmare i piccoli e farli entrare nella gabbia del furgone, che mi avrebbero seguita, ma nulla.

Mi prudono le mani, mi sento pulsare la vena sul collo, sono arrabbiata, infastidita, schifata. Vengono spariti altri sedativi. Jimmy, dopo circa un’ora ( incompetenti dicevano 7-10 minuti), si addormenta. Nessuno pensa di caricare intanto il piccolino (50 Kg…), nel furgone, magari poteva svegliarsi e sarebbe ricominciato tutto da capo, e così, agli ‘organi competenti’ dico: è meglio caricarlo… Viene preso di peso e messo nella gabbia con un telo. Fatto. Jerry è spaventato, disorientato, correva barcollando, (siete mai stati anestetizzati? non siete nel vostro ambiente, avete paura, c’è chi urla e fa casino…), e con l’adrenalina che ha in corpo, non fa effetto l’anestetico. Così, pretendo che venga aperto il cancello per poter entrare. “NO!”. Io entro!  Anche il veterinario insisteva su questo punto, aveva visto che la mia voce e la mia presenza calmavano J&J. Con me entra colui che per giorni ha creato problemi, e con una bastone che picchiava continuamente al suolo (per far spaventare Jerry e far vedere che poteva essere aggressivo? Ma Jerry piccino, non se lo considerava minimamente), ed il veterinario, cerchiamo di portare J. in un angolo e fare la sedazione a mano. Mi avvicino a lui, si ferma, ci guardiamo negli occhi, gli parlo. Si calma. Mi avvicino a lui, sono accovacciata, non ho paura, perché abbiamo stabilito un legame, lui sente che sono li per salvarlo. Come invece si avvicina la guardia zoofila, si agita… La gente grida a lui di andarsene e di lasciare me ed il veterinario li, ma il grande genio, creando come al suo solito allarmismo e finto pericolo, prende una rete e la getta addosso a Jerry! Gli urlo di tutto, mi arrabbio ancora di più.

Jerry è ‘rintronato’ dal sedativo e spaventato, io mi butto per terra, e per il muso lo metto giù. Gli metto una mano sul suo nasone umido, cerco di liberare il naso da quella rete trappola, lo faccio sdraiare su un fianco e gli parlo, Respira a fatica, e mi guarda… Io lo guardo negli occhi e gli canto una ninna nanna, e lui si pian piano si calma. Resto li qualche minuti sdraiata su di lui, sussurandogli nelle orecchie, si addormenta. Jimmy e Jerry sono partiti, accompagnati da volontari e dal veterinario.

Io me ne vado a casa. Sono stremata, ho trascorso 3 giorni e 3 notti in piedi, sveglia, senza mangiare, sotto stress, e così inizio a piangere… Puzzo di cinghiale, ma c’è gente che mi ferma per strada e mi abbraccia, dicono che sono un’eroina come Lara Croft, che sono una guerriera, che se facessi politica, sarebbero dalla mia parte, perché sono riuscita da cittadina, a fare la differenza. Ma io l’ho fatto per i cinghiali, è un anno che sto dietro a questi animali, (e non solo loro…), io mi metto in discussione, io do la voce agli innocenti.

Passano i giorni, ricevo costantemente notizie dei due cuccioli. Stanno bene. Ricevo complimenti e sostegno da tante persone, rilascio interviste, oramai in tanti ripongono la loro fiducia e speranza in me, c’è chi dice: ” candidati a Sindaco, hai il voto di tantissima gente! “.

Jimmy e Jerry restano “parcheggiati” in Via Piave anche questa notte

Intanto escono nuovi provvedimenti e protocolli di sicurezza. La solita vergogna!

23 marzo, avvistamento cinghiale in zona Di Negro! Nemmeno il tempo di leggere la notizia, prepararmi e andare sul luogo, che in pochi attimi, (presenti le stesse persone che c’erano per J&J), ‘polpetta’, così è stato chiamato il cinghialotto, viene legato per le zampe e trasportato dicono, in qualche oasi protetta. Mi mandano segnalazioni, nomi e cognomi chi c’era, e che stranamente ‘le autorizzazioni’ sono arrivate velocemente…

http://breaking100news.com/it/economia/cinghiali-a-breve-il-trasferimento/

Sono felice che si è mobilitata anche la televisione e la stampa estera, continuo a fare interviste per far conoscere questa situazione e salvare questi animali. Faccio il possibile come cittadina privata, lo faccio per puro amore e pure passione.

Ringrazio i cuore tutti coloro che sono stati a presidiare con me in quei lunghissimi giorni, la stampa, i giornalisti, le televisioni, le associazioni, i cittadini, i volontari, i membri del gruppo “save the boars”, gli amici. Non faccio i nomi di nessuno, perché questo è il mio blog e faccio quello che voglio! hehehe

 

 

 

 

 

 

 

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2 pensieri su “Jimmy e Jerry

  1. SABA MICHELA sei proprio forte e unica!

    1. Ti ringrazio Beppe! Questa è una situazione di carattere ambientale che purtroppo va a discapito di questi poveri animali innocenti. Io cerco solo di dare informazioni e sensibilizzare questa urgenza che viviamo nella nostra città, e non solo a Genova. Sono tanti gli animali che stanno scappando dai boschi. Questo è un segnale forte che la natura ci sta dando. Buona giornata! e forza!!!!

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