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IL PONTE SOLKAN (SALCANO)

IL PONTE DI SALCANO.

Questo ponte ha il più grande arco in pietra al mondo, costruito su una linea ferroviaria.
Fu costruito nel 1905, quale elemento chiave sulla linea ferroviaria di Bohinj, in italiano Ferrovia Transalpina, e un anno dopo presero il via i traffici del secondo collegamento ferroviario tra Vienna e l’Europa centrale ed il porto di Trieste.

Con la costruzione del ponte Solkan, terminò il periodo della costruzione dei grandi ponti in pietra, durato millenni, e si passò alla costruzione dei primi grandi ponti in calcestruzzo, che nel 1910 avevano già raggiunto un’arcata di 100 metri.
Fu l’ultimo ponte in pietra costruito sulle linee ferroviarie dell’impero Austro-Ungarico a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.

Il ponte di Salcano, con un’arcata di 85 metri, fu all’epoca un capolavoro della scuola di ingegneria austriaca nel campo della costruzione di ponti. La sua costruzione iniziò a metà dell’anno 1904 dalla ditta austriaca Bruder Redlich e Berger. Dopo l’inizio dei lavori ci si accorse che, a causa di difficoltà geologiche nella costruzione delle fondamenta sulla sponda sinistra del fiume, queste dovevano essere spostate controcorrente di 14 metri e l’arco allungato di 5 metri. Ciò fece sì, che l’arco del Ponte di Salcano risultasse il vincitore nella classifica mondiale degli archi in pietra.

Cinque settimane dopo la costruzione dell’arco, la centina di legno venne completamente smantellata e l’arco era in grado di sostenersi autonomamente. La strumentazione indicò un abbassamento dell’arco di soli 6 millimetri, una cifra che dimostra l’assoluta qualità ingegneristica della costruzione del ponte.

Il ponte, terminato quasi interamente nel novembre del 1905, fu aperto al traffico solo il 19 luglio 1906. In quell’occasione l’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco, assassinato successivamente a Sarajevo nel 1914, partecipò alla solenne inaugurazione del tratto ferroviario tra Jesenice e la città di Trieste che, dal punto di vista costruttivo, era considerata la parte più difficile del secondo collegamento ferroviario tra Vienna e Trieste.

Sfortunatamente il ponte non era destinato a durare a lungo, Nell’agosto del 1916, durante le battaglie per la conquista della città di Gorizia, i soldati austriaci durante la resa, fecero saltare in aria l’arco principale del ponte, usando 930 kg di esplosivo e l’intero arco crollò nel fiume sottostante.

Quando, nell’ottobre del 1917, la città di Gorizia fu conquistata dall’esercito austriaco, il ponte fu temporaneamente restaurato con una costruzione provvisoria d’acciaio.

Le ferrovie italiane, che nel dicembre 1918 divennero gestori del ponte, nel 1925 decisero di restaurarlo. Nonostante diversi progetti per la costruzione del ponte ad arco in calcestruzzo, alla fine prevalse la decisione di ricostruire l’arco in pietra. Tale sorprendente decisione e difficilmente comprensibile a nostri giorni, fece sì, che il Ponte di Salcano rimanesse il ponte con l’arco in pietra più grande mai costruito al mondo. Il ponte ferroviario restaurato fu inaugurato dalle Ferrovie Italiane nell’agosto 1927.

È una delle più grandi meraviglie costruite al mondo, assolve ancora oggi il suo scopo originario di collegamento ferroviario e attraversa in modo armonioso la bellezza smeraldi a del fiume Isonzo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Ponte di Salcano visse un periodo piuttosto difficile.
Esso fu attaccato diverse volte, e nell’attacco del 15 marzo 1945, gli Alleati riuscirono a colpirlo.
Fortunatamente la bomba che cadde sul ponte non esplose ma bucò l’arco. Dopo la guerra, il ponte fu restaurato diverse volte.

Attorno al 1970, quando il terreno sulla sponda sinistra del fiume Isonzo iniziò a sprofondare pericolosamente, la stabilità del ponte fu seriamente in pericolo. Questo problema venne risolto grazie ad un ampio intervento di ristrutturazione.

Nel 1985 si decise di considerare il Ponte di Salcano come un monumento tecnico e di conseguenza è protetto dalla legge. Dopo l’indipendenza della Slovenia nel 1991 la sua gestione passò nelle mani delle Ferrovie Slovene.

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