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IL VITICCIO DEL GORIZIANO

IL VITICCIO

La vite, vitis vinifera, è una nobile pianta che da millenni accompagna l’uomo, inizialmente sono fragili, sottili, appena visibili, ma che con il passare del tempo, diventano sempre più forti e scuri, attorciglianti e nella stagione autunnale lignificano fino a diventare quasi indistruttibili.

Il viticcio è simbolo dell’energia vitale, espressione di una vita sana, rimanendo attaccata sui fili del vigneto anche quando, oramai tutte le foglie sono cadute, e l’uva è già stata vendemmiata…

Nova Gorica è il punto di partenza, il punto d’incontro dei tre distretti vinicoli: il Collio sloveno, il Carso e la Valle di Vipava. Conosciuti in tutto il mondo per le loro caratteristiche e peculiarità; i primi due proseguono sino il confine italiano. In mezz’ora di guida, è possibile raggiungere tutti e tre i distretti, lasciandovi andare all’esplorazione dei profumi e dei sapori.

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IL COLLIO SLOVENO

Il distretto vinicolo più collinare, i suoi vigneti si estendono su circa 1800 ettari, tra villaggi, chiesette, boschi e ruscelli. I vigneti sono davvero ovunque, sino al villaggio di Vipolze e al monte Korada.

Il suolo è prevalentemente composto da marna ed arenaria, le viti possono nutrirsi di tanto sole, dato che gli inverni sono miti e quasi senza neve, godendo di un clima favorevole.

In questa terra nascono eccellenti vini bianchi e rossi, esportati in tutto il mondo; famosi per il loro marcato bouquet fruttato, un gusto fruttato e piacevolmente fresco. Tra le varietà più conosciute, troviamo la Ribolla o Rebula, in cui il suo armonioso bouquet ricorda i fichi maturi, le mele e le pere. Dall’aspetto cristallino e vivace, fresco e minerale, ideale per accompagnare eventi solenni, familiari e professionali.

L’aromatico Sauvignonasse (in passato noto come il Tocai), il Pinot bianco e grigio, lo Chardonnay e il Sauvignonn, il Cabernet Franc e alcune varietà di rosso, il Pikolit, che ricorda le albicocche mature ed il miele.

La regione del Collio sloveno possiede una giovane generazione di viticoltori, che abilmente e in modo innovativo, combinano la tradizione con la conoscenza moderna sulla vite ed il vino, e con l’aiuto dei vini d’eccellenza promuovono la propria regione del Collio, nel mondo dei vini e degli affari. Tra di loro risaltano i produttori dei cosiddetti vini arancioni, ovvero i produttori di vino nelle anfore (con macerazione prolungata).

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LA CUCINA DEL COLLIO SLOVENO

Anche in cucina si utilizza tutto ciò che cresce in questa meravigliosa regione collinare; l’uva, le ciliegie, le albicocche, i fichi e i cachi. Anche l’olio d’oliva è conosciuto e raggiunge sempre dei posti di prim’ordine ai concorsi internazionali.

Famosa e da provare è la briska kuhnja, un tipo di zuppa, le frittate di erbe, piatti a base di asparagi selvatici o di altri germogli e boccioli come il luppolo, l’atreplice ed il silene, e naturalmente la polenta bianca, preparata con farina di mais bianca. Noti anche il salame ed il prosciutto. (ovviamente essendo vegetariana, non ho assaggiato…).

Tipica del Collio sloveno è l’acquavite di vinaccia che con l’aggiunta di erbe, viene chiamata mathano, che significa salutare  ed il miele, di robinia (acacia) durante il periodo primaverile, e di tiglio e castagno durante l’estate.

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IL CARSO

Il distretto vinicolo più roccioso. Si trova a circa 300 metri sul livello del mare, si erge sopra la Valle di Vipava e si estende verso sud fino al mare Adriatico. La pietra, la bora, le grotte imponenti e il mondo sotterraneo, l’arida terra rossa e la gente ospitale del Carso, sono il denominatore comune che caratterizzano la vita di questi luoghi. Il distretto vinicolo del Carso è il più piccolo della Slovenia, si estende solo su 550 ettari di terreno; il clima locale è secco e ostile d’inverno, caratterizzato da venti forti. La crescita della vite in questa regione è influenzata fortemente dalla terra rossa, particolarmente ricca di ferro e silicati, proprio ciò che dà il carattere al vino, la sua pienezza, la fruttuosità.

Il vitigno caratteristico che cresce meglio è il Refosco; da esso si produce il famoso vino, uno specialità eccezionale, il Terrano (Teran) del Carso, un vino rosso dal colore caratteristico e una marcata freschezza del gusto. Sul Carso troviamo anche il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Viene prodotto anche il vino bianco, tra cui il Sauvignon, la Malvasia, la Ribolla, la Vitovska Grganja, lo Chardonnay e persino il Riesling italiano.

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LA VALLE DI VIPAVA

Il distretto vinicolo più verde. Al suo centro Ajdovscina e con il fiume Vipava, da cui prende il nome, si erge da una parte sopra il fiume e dall’altra è riparata dai pendii del Carso. La vite è stata portata dagli antichi romani; il sostrato roccioso è costituito da flysch e da strati alternati di arenaria e marna, che con la disgregazione, creano uno strato spesso di terreno ricco di minerali. Oltre alla vite cresce anche molto bene la frutta, come le pesche, le albicocche, i cachi, i fichi, le ciliegie.

La Valle di Vipava invita al suo sentiero del vino, dove si possono trovare numerose cantine e agriturismi. I vini sono eleganti e armonici, con un bouquet fresco e raramente invecchiati.

Possiamo trovare la Ribolla, lo Chardonnay, il Sauvignon bianco, il Pinot bianco e grigio, il Riesling e la Malvasia. Naturalmente non possono mancare i vini bianchi autoctoni: il Pinela e lo Zelen. Gli intenditori saranno certamente intrigati anche dalle antiche qualità di vino Klarnica e Vitovska Grganja.

Tra i vini rossi, possiamo trovare il Cabernet Sauvignon, il Pinot nero, il Merlot ed il Barbera.

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LA JOTA DI VIPAVA

E’ un piatto caratteristico della zona, preparato con la rapa tropinka (acidificata con l’aggiunta di vinaccia) o con cavolo, patate e fagioli, preferibilmente con un pezzo di carne di maiale affumicata o salsiccia fatta in casa…

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LE PESCHE DI VIPAVA

Le pesche che una volta si coltivavano nella Valle di Vipava soprattutto per la produzione industriale, negli ultimi anni sono utilizzate con successo per produrre un succo di frutta molto gustoso e altre prelibatezze, come le marmellate ed i liquori.

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I BRINDISI E IL BICCHIERE GLO-GLO

La tradizione parla di uno speciale bicchiere particolarmente alto con delle parti tubolari arrotondate, che nel XVIII secolo veniva utilizzato nel palazzo dei Lanthieri a Vipava. Quando si beveva dal bicchiere, quest’ultimo produceva dei suoni bellissimi e armoniosi, per cui le feste sembravano dei veri e propri concerti. Il palazzo era visitato tra gli altri anche dal commediografo veneziano Carlo Goldoni. Il bicchiere fa parte della collezione museale in allestimento nel palazzo ristrutturato dei Lanthieri.

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ZELEN E PINELA, UNA COPPIA AUTOCTONA

E’ noto che il miglior Zelen proviene dalle parti vicino a Podnanos perchè il suo gusto fruttato risalta di più. La miglior Pinela arriva invece dalla zona intorno a Planina vicino a Ajdovscina. Entambi i vini sono eccezionali se prodotti in piccole quantità. Il primo è caratterizzato da un lungo retrogusto ai frutti tropicali, con un bouquet morbido e fruttato.

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