Tour on the road

Partenza da Genova verso la Slovenia



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DIARIO DI BORDO – ROGER – domenica 24 marzo

Buongiorno Travellers!

Sabato 23 marzo alle ore 11,30 in Piazza De Ferrari a Genova, è partito il tour on the road “Genova: un Ponte sul Mondo”, e dopo la presentazione, mi sono messa alla guida di Roger (il camper), con i miei 4 chihuahuas, e alle 20,51 siamo giunti a Nova Gorica in Slovenia.

Una grande emozione, durante tutto il viaggio mi rendevo pian piano conto, che stavo portando la mia vita dentro ad un camper, la mia casa, il mio sogno dopo 3 anni si è avverato!

La notte è stata dolcissima, come se fossi in casa mia, avevo da mangiare, da dormire, il bagno, dei vestiti, la libertà di muovermi ed agire secondo i miei ritmi, senza orari, e così, sono riuscita a dormire con grande gioia.

Domenica 24 marzo, sveglia a Nova Gorica, giro di perlustrazione con i cani, sono le 10 del mattino oramai, e fa caldo, (alle 14 il termometro segnava 32,3 gradi!), così, sono scesa verso il fiume Soca (Isonzo), ho messo i piedi nell’acqua gelida, ho scattato qualche foto al Ponte di Solcano (descrizione sotto) e verso le 16 sono tornata in camper, dove ho preparato un risotto ai funghi con un pò di maggiorana! (avete visto che ho l’orto in camper?, grazie all’amico Paolo Corsiglia – floricoltura e vivai, che mi ha riempito l’abitacolo di erbe aromatiche, per me essenziali per cucinare!).

Il primo impatto della Slovenia è stato positivo! Ogni volta che ho chiesto un informazione, ho trovato persone gentili, affabili e disponibili, la città si è presentata pulita, le strade ed i marciapiedi nuovi, così come le piste ciclabili ben segnalate, tanto verde e spazio per i bambini e per i cani! Non ho trovato nessun bisognino in giro… Vero è, che con tanti giardini ben tenuti, anche i cani possono divertirsi, e non sporcano i marciapiedi. Comunque la pulizia in generale era al top!

I negozi ben tenuti, insomma, fantastico!

NOVA GORICA, è una città vivace, piena di casinò, e molti (anche italiani) vengono da questa parte del confine per il fiume Isonzo, altri per le impronte lasciate dalla storia che vale la pena vedere.

Questa città è famosa anche per le sue rose e per i ciliegi, che adesso sono in fiore, ed è una meraviglia di colori, vi sono moltissimi roseti disseminati per la città, così come tanti spazi verdi ben curati.

In prossimità della città c’è la cittadina millenaria di Solkan (Salcano), con il suo ponte in pietra con l’arco più grande al mondo, poi ho raggiunto un pò a fatica con Roger alcune ripide salite verso il monte Sabotino, e non sono riuscita a raggiungere le grotte e i monumenti risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

NOVA GORICA, è il punto d’incontro dei 3 distretti vinicoli: Valle di Vipara, Carso e Collio Sloveno. (gli ultimi due proseguono oltre il confine italiano). I tre distretti vinicoli sono molto vicini, infatti domani, comincerò questo tour!!!

Da quel poco che ho visto, sono qui da 23 ore… la natura è straordinaria, è davvero un paese ‘GREEN’, e domani andremo verso Vipava, tra vigneti e degustazione di vini.

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Fiume Soca (Isonzo) ed il ponte Solkan.

IL PONTE DI SALCANO.

Questo ponte ha il più grande arco in pietra al mondo, costruito su una linea ferroviaria.
Fu costruito nel 1905, quale elemento chiave sulla linea ferroviaria di Bohinj, in italiano Ferrovia Transalpina, e un anno dopo presero il via i traffici del secondo collegamento ferroviario tra Vienna e l’Europa centrale ed il porto di Trieste.

Con la costruzione del ponte Solkan, terminò il periodo della costruzione dei grandi ponti in pietra, durato millenni, e si passò alla costruzione dei primi grandi ponti in calcestruzzo, che nel 1910 avevano già raggiunto un’arcata di 100 metri.
Fu l’ultimo ponte in pietra costruito sulle linee ferroviarie dell’impero Austro-Ungarico a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.

Il Ponte di Salcano, con un’arcata di 85 metri, fu all’epoca un capolavoro della scuola di ingegneria austriaca nel campo della costruzione di ponti.

È una delle più grandi meraviglie costruite al mondo, assolve ancora oggi il suo scopo originario di collegamento ferroviario e attraversa in modo armonioso la bellezza smeraldi a del fiume Isonzo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Ponte di Salcano visse un periodo piuttosto difficile.
Esso fu attaccato diverse volte, e nell’attacco del 15 marzo 1945, gli Alleati riuscirono a colpirlo.
Fortunatamente la bomba che cadde sul ponte non esplose ma bucò l’arco. Dopo la guerra, il ponte fu restaurato diverse volte.

Attorno al 1970, quando il terreno sulla sponda sinistra del fiume Isonzo iniziò a sprofondare pericolosamente, la stabilità del ponte fu seriamente in pericolo. Questo problema venne risolto grazie ad un ampio intervento di ristrutturazione.

Nel 1985 si decise di considerare il Ponte di Salcano come un monumento tecnico e di conseguenza è protetto dalla legge. Dopo l’indipendenza della Slovenia nel 1991 la sua gestione passò nelle mani delle Ferrovie Slovene.

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