Trekking

PASSO DELLA SCOFFERA A CAPENARDO

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI

ESCURSIONISMO DA PASSO DELLA SCOFFERA A CAPENARDO.

Domenica 24 febbraio 2019

Le avventure di Saba e Paolo, continuano per la 5° domenica, e ancora una volta, le disavventure non mancano!

Non si riesce ancora a capire, come mai, ogni volta che decido di fare un escursione con Paolo, succede sempre qualcosa! Avremo i pianeti contro! Nonostante la mia conoscenza del territorio ligure, escursionista fai da te da 3 anni, non mi sono mai persa in un bosco, sono sempre andata dove ho voluto, anche senza seguire alcun sentiero, mentre con lui, nada! Anche con mappa o con le cartine, e itinerari stabiliti, diventa un avventura!

Ebbene, questa straordinaria escursione (che per altro non avevo mai fatto), si è svolta nel seguente modo…

Appuntamento alle 10.45 a Quinto, passo a prendere Paolo (per fortuna non si scorda mai di fare rifornimento focaccia…), io sono in ritardo, perché ero bloccata all’uscita dal cancello di casa… Iniziamo bene! Il serbatoio era quasi a secco, così dobbiamo fermarci per fare rifornimento… Peccato che dobbiamo tentare per ben 3 volte, lungo Corso Europa, prima di trovare un distributore funzionante… il primo era fuori servizio, l’altro non funzionava la cassa automatica, e intanto mi usciva il fumo dalle orecchie, per paura di rimanere a piedi. Continuo a guidare verso Molassana, dove alle 11.48, passava il pullman ATP, per andare al Passo della Scoffera…

Finalmente facciamo gasolio, e inizia la corsa verso la nostra destinazione parcheggio… peccato che alle 12 ci sia la partita di calcio… tutto un traffico! (e chi lo sapeva? Io non sono tifosa e quindi non so proprio nulla di calcio…figuriamoci quando giocano…).

Giungiamo presso la zona e cerco un parcheggio, ma sembra che oggi, tutto il mondo sta in giro… Mancano 3 minuti all’arrivo del pullman… Quando… scorgo l’unico posto libero! Vittoria!

Parcheggiamo e prendiamo subito le bacchette e lo zaino, e come due pazzi corriamo verso la fermata… L’ATP arriva in quel preciso istante… per fortuna c’era traffico…

Esausti e stressati dal ritmo cittadino, ci rincuoriamo a vicenda, dicendo che per le 12.30, saremo stati nei nostri amati boschi. (Io ho un amore profondo nei confronti della natura e dei boschi, tanto da andarci a vivere sporadicamente per qualche mese, mentre Paolo, si è appassionato recentemente).

L’autista, al giungere della fermata, ci indica di scendere, e di prendere la via sulla sinistra dove iniziava il nostro percorso. L’Alta Via dei Monti.

La giornata è splendida, c’è un po’ di vento, ma sopportabile, c’è un bel sole, ma comunque decidiamo di prendere i berretti, Paolo sistema alcune cose (è un perfettino… io che sono ‘wild’, perdo la pazienza, quindi, attraverso la strada, scatto una foto alla segnaletica dell’alta via, e finalmente accendiamo i nostri gps (due differenti app per tracciare l’itinerario), e partiamo!

La strada attraversa alcune case, e proseguiamo sino in cima… parlavamo, e non ci rendiamo conto, di aver lasciato parecchi metri dietro di noi, l’inizio del sentiero…

Arriviamo ad un bivio. Sulla destra si entrava in un cortile privato, sulla sinistra idem. Bene!

Eppure avevo studiato bene il percorso! Come è possibile che non c’è più nessuna indicazione, e ciò che sapevo a memoria, non corrispondeva alla realtà???

Torniamo indietro… nada, torniamo in su… nada. Alla fine decido di entrare nel giardino di un signore, e da lontano gli grido che cerchiamo la tappa 27 (passo della Scoffera- Colle di Creto), ci dice di tornare indietro verso la strada, e che dove c’è un edificio rosa, parte una gradinata in pietra. Quello è l’inizio del percorso. Respiro…Keep Calm.

Si torna indietro (perso circa 30 minuti), e ci ritroviamo sulla strada provinciale.

Paolo guarda la segnaletica, io insisto a tornare sui nostri passi, e guardare meglio… Bingo!

Riprendiamo la via Pier Maria Canevari, di fianco all’edicola, e dopo qualche metro, notiamo la segnaletica AV.

Sulla destra a salire, c’era una gradinata di pietre disconnesse poco visibile, data la notevole sterpaglia… ecco perché…

Basta davvero poco e perdi un sacco di tempo…

Il ripido sentiero scalinato si inerpica in una straordinaria vegetazione, sempre costeggiato da recinzioni, ogni tanto di fermiamo ad ammirare il panorama che è difficile da evitare! Alle nostre spalle avevamo il Parco dell’Antola, e dinnanzi a noi, la cima inarrestabile! La vetta del Monte Spina.

Scattiamo diverse foto, e si continua a salire, altre foto… e passano decine di minuti…

Io scattavo le immagini con il mio mitico Huawei, certo, è un cellulare, ma è veloce, immediato, non pesa, Paolo, aveva la sua straordinaria Nikon, con 2 obiettivi… Insomma, peso, metti a fuoco, esposizione, etc… ci siamo mangiati quasi 45 minuti in tutto il percorso, solo per scattare qualche foto… dovevamo arrivare a Creto…

Si prosegue, la salita continua, io sono felice, emozionata, amo sentire il profumo del bosco e della fauna selvatica (diverse tracce di fatte e anche di proiettili…), facevo un po’ da cicerone a Paolo, spiegando come distinguere un animale dalle fatte e dalle impronte, dalle tane e dalla vegetazione, e il tempo passa inesorabile.

guarda Paolo!!! Fai una foto!!!” Siamo in cima al crinale, sulla destra si entra in un boschetto che lo costeggia, ma in quel momento Paolo, si rende conto, di non avere più il copri obiettivo della macchina fotografica! Noooooo!!! Disastro!

Risolto il problema: “Paolo, torna indietro e discendi il crinale…!” Passano altri 20 minuti tra andata e ritorno. Io nel frattempo ho fatto (pipì), ho mangiato una mela, ho scattato qualche foto, e lui, era di ritorno. Copri obiettivo trovato!

Inizia ad essere tardi (soprattutto perché mettendo google map, eravamo solo ad un terzo del percorso… l’ansia dei miei bimbi pelosi e di doverli portare fuori, si faceva sempre più insistente…).

Mi arrendo. Capisco che non arriveremo mai a Creto. Devo attingere al piano B!

Mentre penso, ammiro l’ambiente circostante, mi perdo tra i profumi, tra la storia di questo luogo, il sentiero diventa più pianeggiante ma stretto e scivoloso. Aggiriamo il Monte Spina entrando in un fitto bosco, ogni tanto qua e là, c’è ancora sparsa un po’ di neve ghiacciata, e usciamo ritrovandoci alle pendici del Monte Dragonat.

Che meraviglia!!! Proseguiamo tra saliscendi e giungiamo in un’ampia radura erbosa, siamo sul Passo del Fuoco (981).

Raggiungiamo un recinto elettrico che delimita una vasta area adibita a pascolo, infatti abbiamo incontrato diversi meravigliosi bovini (peccato sapere la loro triste fine…) e durante il sentiero procedendo sempre a mezzacosta nel versante sud, ci ritroviamo presso la Sella del Carmo (1013) che poi sale ripidamente lungo la cresta spartiacque, per poi ritrovarci in una breve discesa, dove superiamo un altro cancello con filo elettrico ritrovandoci su un tratto di strada sterrata, dove sono posti un tavolino e delle panche, per fare il punto della situazione. (Monte Candelozzo- 1036 mt.).

Incontriamo una coppia di escursionisti, a cui chiediamo informazioni, e il signore ci mostra sulla sua cartina, che per arrivare a Colle di Creto, ci vogliono ancora circa 2 ore… Il sole sta tramontando, per cui, ci consiglia di prendere il sentiero sulla sinistra verso Capenardo, e così procediamo la discesa. Dice che, sulla provinciale, potremmo trovare una fermata di pullman per poi raggiungere l’auto a Molassana… Peccato, che il pullman passasse alle ore 20…

Con passo spedito proseguiamo sino a raggiungere la strada asfaltata, e dopo circa 30 minuti, vediamo scendere una macchina che fermiamo. Per nostra fortuna, due signori gentilissimi, ci danno un passaggio, destino vuole, che andassero esattamente dove avevo parcheggiato l’auto!

Eravamo a Sottana, e la strada piena di tornanti su asfalto, era davvero lunga… inoltre veniva buio.

Provati, soprattutto per aver camminato sulla provinciale, che proprio il massimo non è, e ti spacca le gambe, saliamo in macchina.

L’itinerario è stato davvero emozionante, ricco di scorci e panorami incredibili, non è stato possibile camminare per 4.15 h. come il tempo di percorrenza prevede questa tappa N° 27, tra il Passo della Scoffera e Colle di Creto, (molti la fanno al contrario). E’ stato uno dei percorsi più belli e divertenti, tra radure e crinali, boschi e prati, un susseguirsi di paesaggi diversi, mai monotoni.

Pensare, che a soli pochi km da casa, Genova offre uno straordinario territorio naturale. Dobbiamo tutelarlo e prendercene cura.

 

 

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