Diario

Vi racconto come è nato questo tour…

Vivere da fulltimer in camper, chi lo avrebbe mai immaginato?

Vi racconto come è nato questo tour…

Once upon a time… Tutto è cominciato nel 2016…

Vivevo in Spagna a Marbella da due anni, (2014-2016) dove aprì il mio atelier di moda, e dove persi tutto ciò che avevo.  Sono stata narcotizzata e derubata anche della mia automobile… E così una notte, in preda alla disperazione e dalla voglia di tornare a viaggiare – cosa che ho sempre fatto sin da quando ero neonata – ho ideato il tour on the road a bordo di un camper! Onestamente, non sono mai stata simpatizzante di questi veicoli ricreazionali, anzi, spesso mi davano pur fastidio, in coda dietro per un sorpasso, o te ne trovavi sempre uno dietro ad una curva, e in estate vedevo alcuni camping, con questi veicoli uno attaccato all’altro, e proprio non concepivo il senso di fare una vacanza del genere…

Io… io che ho sempre alloggiato in resort di lusso, viaggi in business class… Ma qualcosa cambiò dopo questa tragica esperienza… Innanzitutto, il fatto di avere 4 cani, seppur piccoli – 4 chihuahuas,  sarebbe stato un problema prendere un volo aereo per il superamento del peso… oltre all’esorbitante costo…

Così, decisi di unire la mia passione per i viaggi, il fatto che amo stare da sola, che mi piace guidare, e che non rinuncio ai miei 4 pelosi!

Da qui, iniziai a studiare un tour on the road mondiale di 5 anni!

Tramonto dal giardino di casa - Estepona

Vista sullo stretto di Gibilterra

Creare tutto l’itinerario nei 5 continenti, fu un duro e lungo lavoro, durato più di un anno, e nel frattempo, lasciai la Spagna, per tornare nella mia città: Genova. Contemporaneamente, iniziai a cambiare totalmente la mia vita, o meglio, ad accentuare involontariamente, il mio forte legame con la natura e con gli animali, tanto che ogni giorno andavo a fare trekking, a camminare nei boschi con i cinghiali, (mio animale karmico), iniziai a vendere tutti i miei abiti firmati, le borse, le 400 paia di scarpe con tacco 12… E intanto continuavo a cercare lavoro, ma una donna senza alcuna esperienza lavorativa, (ho sempre fatto moda e tv),  nessuno mi dava un’occasione, e quindi, avendo molto tempo libero, lo dedicavo appunto a queste passioni, ai monitoraggi del nostro territorio, a salvare gli animali e  divenni buddista

Ma ogni giorno, mi rendevo sempre più conto, che vivere in città, mi rendeva cupa ed infelice, troppo rumore, troppo smog, avevo perduto i vecchi amici, ovviamente schierati dalla parte del mio ex, nessuno mi invitava più, certo, ero via da Genova da qualche anno, ma nessuno si è mai posto la domanda, se fossi felice oppure no. (solo pochissimi che posso contare sulla dita di una mano, mi sono rimasti accanto e ancora oggi, sono cari amici!). Grazie al mio temperamento e al mio carattere, non mi sono data peso di questo, certo, è stata una mera delusione, ma sono adulta e vaccinata, e incontrai nuovi amici.

Un giorno, di punto in bianco, mentre recitavo Gongyo davanti al Gohonzon, con grande voce, chiesi di ritrovare la mia automobile Bmw rubata a Marbella! Dopo poche ore… arrivò la telefonata della policia de Malaga, che mi disse che avevano trovato la mia auto! Incredibile! Dopo 7 mesi da quel terribile giorno, la macchina ancora esisteva! Presi subito un volo per Malaga, andai a recuperarla, e al mio ritorno a Genova, la prese un amico che ha una concessionaria.

Trascorro le settimane a scrivere del tour, il business plain con tutti i costi, gli itinerari inerenti alla prima edizione in parte dell’Europa, stampai un centinaio di copie, e noleggiai un camper, o meglio, un furgonato per raggiungere il salone del camper di Parma.

Era la prima volta che guidavo un quasi 6 metri, fu una tale emozione pensare di avere tutto ciò che mi serviva disponibile in ogni momento! I due giorni a Parma li trascorsi a girare per gli stand, (con i cani nel passeggino che ricevevano centinaia di foto), per promuovere il tour e cercare un’azienda che mi sponsorizzasse donandomi un camper in comodato d’uso. Furono ore davvero divertenti, in un mondo completamente nuovo per me, salivo e scendevo dai camper e cercavo di capire quale potesse fare al caso mio, per poterci vivere con 4 cani, considerare gli spazi, cosa portare, insomma, la prima edizione durava un anno, e dovevo studiare ogni cosa fino al dettaglio!

Dopo qualche giorno, ricevetti una telefonata, la quale un’azienda era disponibile a darmi in comodato d’uso un camper! Ero felicissima! Intanto portavo avanti le trattative con alcuni sponsor finanziari ed altri che mi avrebbero fornito di alimenti, attrezzature varie, etc. Purtroppo, il progetto svanì, quando ci fu il terribile terremoto ad Amatrice, ed il camper destinato a me, fu dato ad una famiglia. Giustamente. Dal canto mio però, avevo anche io perso tutto in Spagna, e stavo facendo il possibile per ricrearmi, e finì tutto in una bolla di sapone, mesi e mesi di lavoro buttati via, perchè non potevo permettermi di comprarmi un camper e quindi vivere solo con le poche sponsorizzazioni per coprire i costi del viaggio.

Abbandonai il progetto per 3 lunghissimi anni, ma con il pensiero costante impresso nella mia mente, ristudiando e rifacendo il tour più e più volte nei miei pensieri, ma non volevo più scrivere, non avevo più intenzione di rimetterci il cuore. Un giorno, stanca dell’ennesimo progetto saltato, decisi su due piedi, di affittare un mobilhome presso un camping a Diano marina, dove andai a vivere lì per 5 mesi con i miei 4 cani, lasciando l’appartamento.

Fu un’esperienza magnifica! Abbandonai l’uso di internet, se non per scrivere su un blog che avevo, utilizzavo il cellulare solo per chiamare ogni tanto mia mamma e mia sorella, poi, spegnevo tutto! Una tale liberazione! Iniziai a vivere completamente secondo i ritmi della natura.

Il fatto di non avere orari, di non avere assolutamente nessuno a cui rendere conto, se uscire o meno, cosa fai, etc, a non guardare la tv (cose che già facevo in Spagna, ma tenevo ancora qualche contatto, o ogni tanto per imparare la lingua guardavo la tv spagnola), ma adesso, pensavo esclusivamente a me stessa.

Andavo quasi ogni giorno a fare trekking, ad inseguire la fauna selvatica, a riconoscere le loro impronte, camminavo anche di notte nel bosco, tra gli odori e i rumori della natura, degli animali, un’emozione che mi faceva battere il cuore di gioia.

Avevo 40 anni, e ricominciavo a vivere, usciva fuori la nuova e vera me. Mi sentivo un tutt’uno con la natura, con la madre terra, cenavo al calar del sole, che d’inverno significa le 17:00, poi recitavo buddismo, leggevo un libro o andavo per boschi al buio.

Durante questo soggiorno, ho avuto anche l’opportunità di fare il mio quarto ed ultimo calendario, che doveva servire anche come promozione per il mio tour on the road, infatti, a differenza degli shooting fotografici realizzati in più di 30 anni di carriera, in questo caso, ho posato vestita più in stile wild, per poter esprimere il concetto di una donna da sola, selvaggia, avventuriera, e soprattutto erano presenti i miei 4 chihuahuas. Purtroppo, questo calendario non ebbe un buon riscontro, e quindi nessuna visibilità…

Da Diano Marina, sempre con i cani, andai a vivere in una fattoria di una cara amica nel Monferrato, ma soffrendo davvero troppo il freddo (avevo per altro fatto il collegio a Casale Monferrato, posto che sto ancora oggi cercando di dimenticare), tornai a Genova, dove per quasi due mesi, la nostra casa fu un residence-hotel.

Subito nei primi giorni, ci furono diversi salvataggi di alcuni cinghiali, che ogni tanto comparivano nelle strade della città, e praticamente, finivo sempre sui giornali, come la ‘modella che sussurra ai cinghiali’, ‘Saba la paladina dei cinghiali’ e via discorrendo… Purtroppo si sa, certe cose, hanno sempre un rovescio della medaglia. Molti erano dalla mia parte, altri, non facevano altro che prendermi in giro, senza capire del perchè occupavo gran parte delle mie giornate, a portare via gli ungulati dal centro urbano! Non entro in merito a questa discussione, altrimenti dovrei dedicare un intero articolo per spiegare meglio la situazione, ma, tutto questo, continuò a contribuire al fatto, che nessuno mi dava un lavoro, perchè ero anche conosciuta come la salvatrice dei cinghiali… La gente è davvero stupida quando ci sei mette, poi magari danno il lavoro ad un pedofilo, ad un delinquente, ma  a me no.

Ma io pensavo sempre e solo al mio tour, ne parlavo con gli amici, con le persone,  come se partissi da un momento all’altro, era dentro di me, lo visualizzavo perfettamente in ogni dettaglio.

Nel frattempo affitto un monolocale, e mi candido alle elezioni amministrative di Genova, portando il tema degli animali e dell’ambiente. Anche questa fu un’esperienza fantastica, tanto lavoro, sempre in giro con i santini e a sostenere la candidatura dell’attuale Sindaco di Genova. Ma i miei voti, come di altri candidati, sparirono nel nulla… Tante persone erano felici della mia candidatura politica, sapevano quanto impegno e tempo dedicavo ai diversi salvataggi, al monitoraggio e sopralluogo del territorio, in più facevo molto trekking sulle nostre alture e accompagnavo gli amici, facendo scoprire le nostre bellezze naturali e introducendoli nel mondo dell’escursionismo. Altri mi dicevano: ‘Saba, lodevole ciò che fai, ma a nessuno importa degli animali… cambia progetto, un qualcosa che ti faccia prendere più voti…’. Ma io mi occupo di questo, per passione e per dedizione, cosa devo parlare di moda? Di cucina? Di viaggi? O fingere qualcosa a quale pro? 

Anyway, dopo la campagna elettorale, fondai l’associazione no profit Zandra, in difesa dei diritti degli animali e alla tutela dell’ambiente. Le mie giornate erano davvero piene, tanti animali in difficoltà, feriti, maltrattati, insomma, alla notte non dormivo quasi mai, essendo che la fauna selvatica vive di notte, spesso mi ritrovavo da sola, a spostare alcuni esemplari di cinghiali facendomi seguire verso i monti… Nessuna paura, famiglie intere con a volte anche 2 mamme e diversi cuccioli simpaticissimi, che saltellavano di qua e di là con i loro musetti buffi.

Verso l’autunno ricevo una telefonata per un colloquio di lavoro, dove vengo assunta con un contratto a tempo determinato. Ero felice, ma pochi giorni dall’inizio del mio impiego, mia madre cadde a terra… ospedale. Se ne andò per sempre dopo due mesi  tremendi, mangiata e consumata da diversi tumori. Fu un incubo, ed io, non volevo più vivere in città, dentro di me, ha ripreso con grande forza, il desiderio di andare via, di viaggiare, non ho mai avuto radici, attaccamenti, e adesso che mamma non c’era più, il fatto di lasciare l’Italia e non farla stare in pensiero, mi dava questa voglia di vendere ogni cosa e vivere libera.

Affittai quella che si rivelò una delle case più brutte e odiate nella mia vita (ho 43 anni con all’attivo 38 traslochi… di case e città anche estere ne ho cambiate), ma questa era ubicata in uno degli unici posti più brutti della Liguria: Uscio, fu un’esperienza tremenda. Di bello erano solo le escursioni. Mai conosciuto persone così ottuse, cattive e anche ignoranti, a parte una famiglia che frequentavo. La casa si rivelò essere umida, piena di muffa (avevano tinteggiato i muri… ma solo un mese dopo che vivevo lì, era maggio, avevo i vestiti e le scarpe da buttare). Ero invasa dagli scorpioni, maleducati di vicini che si facevano ampiamente i fatti miei, o che urlavano e litigavano tutto il giorno come dei pazzi. Alla fine esaurita e delusa da questo imbroglio  da parte dell’agenzia (nonchè, proprietaria dell’orrenda casa), anche io scappai a gambe levate come tutti i precedenti inquilini! Certo, tra scorpioni, migliaia di formiche morte che ti cadevano in testa dal tetto… (casa indipendente), uno schifo.

Ma mentre ero lì, un conoscente, mi chiamò chiedendomi a che punto era il mio tour, e se fossi già partita… Da una parte si riaprì la speranza di realizzare il progetto, e chiaramente gli raccontai le mie perplessità, e che non volevo più farmi false illusioni e rimetterci il cuore… Infatti… ripresi in mano il tour on the road, trasformandolo un’altra volta secondo altre esigenze… Persi di nuovo tempo e la delusione fu immensa! Riscrivere completamente tutto, era ogni giorno, rivivere ogni cm di quel itinerario stampato nella mia mente. Piansi davvero tanto, sarà stato anche perchè ero ancora scossa per la mamma, per le delusioni che ricevevo da chi si ne approfittava o da chi prometteva e non manteneva mai la parola data.

 

Trascorsi l’estate a creare un nuovo blog ‘Saba Gourmet’, ricette a km zero con i prodotti del mio orticello, e cominciai a perdere completamente l’entusiasmo nel tour on the road. Mi si era spezzato il cuore, dovevo ricreare la mia indipendenza sotto ogni punto di vista, ma dovevo anche andare via da questo orribile e penoso paesino! Tornai qualche settimana a Genova, per poi affittare una roulotte con casetta in un camping a Cogoleto. Nonostante i problemi relativi al freddo, a non avere il riscaldamento e l’acqua calda, amavo il ponente ligure, quando vivo a Genova, di solito lo trascorro in qualche bella località nel ponente.

Trascorsi parte dell’inverno a Cogoleto in questo camping, dove il proprietario era un uomo aggressivo e maleducato (avevo letto delle recensioni su trip advisor, ma primo punto, volevo lasciare Uscio immediatamente, e secondo, a volte penso che non sempre sia tutto vero su ciò che si legge, bisogna anche capire la situazione, ma, in questo caso, lui era davvero un uomo aggressivo e maleducato proprio come c’era scritto! (infatti in paese lo dicevano in tanti, pure al camping…). Sarà che non sono molto fortunata con i rapporti sociali, perchè di persone cattive, prepotenti e ipocrite, ne incontro davvero parecchie…

Finisce il mio periodo a Cogoleto, in effetti morivo dal freddo, e non perchè il paese sia inospitale, Cogo-beach, come la chiamo io, è davvero deliziosa, ma perchè ero in un camping in mezzo ai boschi, nel verde, (bellissimo, a parte il proprietario, e pensare che la compagna voleva che rilevassi il ristorante… Mi sarei rovinata!). Ma vivevo in una roulotte senza riscaldamento, e alla sera la temperatura arrivava anche a 0 gradi. In compenso avevo caprioli e cinghiali a farmi compagnia.

Ritorno ospite a casa di un amico a Genova, con tutto il  seguito di valige, scatoloni, cani… quasi un mese di paratie, di turni, escono i 4 cani da una stanza, chiudevamo i 2 gatti nell’altra… una vita impossibile ma divertente! E intanto  introduco il mio amico nel mondo del trekking, dove ogni domenica con qualsiasi condizione climatica, andiamo per le alture di Genova, a fare escursioni e bellissime fotografie! Stupendo! Ma si ripresenta l’occasione del tour on the road…

 

Questa volta il tour si fa perchè me lo sono imposta, e non permetto più a nessuno di farmi perdere tempo con la mia vita e con il mio progetto!

Ed è grazie a pochissime persone, che oggi, sono in viaggio come travel blogger per THE EXPLORER WORLD, con il tour on the road denominato “Genova: Un ponte sul Mondo”. Amici, non persone, che mi conoscono e sanno che questo era un forte desiderio covato per 3 lunghissimi anni; sanno bene che in fondo io sono davvero una ‘selvaggia’, (come un ‘amico’ che mi ha sostenuto, mi chiama in modo simpatico). Sanno che sono grintosa, una donna coraggiosa e che se la sa cavare benissimo da sola in giro per il mondo. In questo modo posso essere me stessa, riesco ad esprimermi completamente, perchè adesso, ho scoperto, che vivere in un camper, viaggiare, fare volontariato anche in cambio di vitto e/o alloggio, di collaborare con le aziende, fa parte della mia vita. Cambiare città, vedere volti nuovi, conoscere usi e costumi diversi dai miei, il fatto di non mettere alcuna radice, e vivere ogni giorno in continuo cambiamento. Tutto questo mi dà gioia e mi fa crescere in modo personale, spirituale, arricchendomi di esperienze, vivendo con passione le mille avventure e i tanti imprevisti!

Ma parlerò nel prossimo articolo, del tour, per raccontarvi cosa in questi mesi è accaduto, Segui i nostri aggiornamenti su Facebook. Questa è l’esperienza più spettacolare che possa aver fatto in 43 anni! Vivere da fulltimer nel mio camper Roger, grazie a questo regalo lasciato da mia mamma: Il mio sogno realizzato. Per questo a volte ero nervosa nei vari imprevisti, Roger è stato il suo regalo. Non mi è rimasto altro di lei. Sapeva quanto ci tenessi a viaggiare per il mondo. Grazie mamma.

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